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Tendenze SEO 2017: Chatbot, Featured Snippet e Ricerche Vocali

Ben ritrovati sul blog di SeoRoma!

Negli scorsi articoli abbiamo tratto di aspetti tradizionali dell’analisi SEO on page, ma non per questo dobbiamo dimenticare di mantenerci aggiornati sulle novità che imperversano nel settore della search engine optimization.
Abbiamo pensato quindi di metterti al corrente sugli ultimi sviluppi dei trend SEO 2017 per ricordarti tre dei principali fenomeni da non trascurare.

Featured Snippet

I featured snippet – che sicuramente hai già incontrato – sono dei box in risalto che contengono una risposta a una richiesta di definizione, una serie di step per compiere un’azione o per raggiungere un obiettivo, un’anticipazione della pagina percepita come più conforme all’intento di ricerca.

Non tutti i SEO e i webmaster cercano di ottimizzare i propri contenuti per i box 0, in quanto ritengono che essi sottraggano visite ai siti rispondendo direttamente alla richiesta di informazioni: in tutti gli altri casi, tuttavia, essi costituiscono un ottimo canale per apparire autorevoli produttori di contenuti e per calamitare visitatori interessati a quegli argomenti.

L’incremento dei box in primo piano non sembra intenzionato a scendere: secondo uno studio di StoneTemple, circa il 30% di 1.4 milioni di query analizzate presenza risultati 0 come risposta, il che testimonia quanto Google abbia investito e investa in questo genere di soluzioni.
Inoltre, nell’ambito del recentemente annunciato Project Owl, Google ha implementato un feedback di valutazione che consente agli utenti di semplificare la lotta a contenuti istigatori all’odio e alle notizie bufala, in modo tale da aumentare l’utilità percepita delle caselle in risalto.

I featured snippet non sembrano collegati al posizionamento – spesso, ma non sempre, i contenuti selezionati si trovano tra i primi risultati, ma non sembra esistere un criterio gerarchico dietro la selezione dei contenuti – grazie alle espressioni preimpostate di ricerca di Google Suggest il motore di ricerca può delimitare il range di modi in cui le persone possono esprimere le stesse richieste di informazioni, e proporre sempre più spesso i box in primo piano come risposte alle esigenze informative.
Essi vengono utilizzati anche per rispondere alle ricerche vocali (vedi sotto) per cui ottimizzare i propri contenuti per rispondere a richieste ben definite è una strategia preziosa per soddisfare i visitatori.
Altro aspetto da tenere in considerazione: Google sta lavorando sulle serp anglofone per integrare le ricerche correlate anche nei box 0, il che significa che essi potranno essere utilizzati per indirizzare a catena i visitatori su generi di contenuti affini a quelli di partenza che espandono l’intento di ricerca.

Chatbot

I bot sono una recente introduzione lato customer care per automatizzare il processo di risposta alle richieste di informazioni e per migliorare la gamma di informazioni riscontrabili sui lead: al momento c’è chi li ritiene uno strumento imprescindibile e chi una moda del momento, ma si stima che da qui al 2019 addirittura un quarto della popolazione mondiale potrebbe utilizzarli per chattare. Ovviamente i vantaggi aumentano in maniera esponenziale per le strutture di grandi dimensioni, ma si concretizzano anche per quelle più contenute (basta pensare alla possibilità di offrire informazioni anche quando l’attività locale è chiusa tramite form online).
In ogni caso, queste applicazioni automatizzate permettono alle aziende di integrare il processo di raccolta delle informazioni di ricerca effettuate attraverso l’analisi della navigazione del portale.

I bot Messenger sono dei programmi che fungono da operatori virtuali attraverso una pagina Facebook: i bot supervisionano ai messaggi inviati alle pagine e forniscono risposte programmate a partire dal senso compreso delle domande; grazie a questi strumenti si può introdurre i visitatori in percorsi preimpostati di domande e risposte per incoraggiarli a proseguire nel funnel di vendita.
Le risposte possono essere integrate di elementi tipici delle chat di Facebook come le immagini, le gif, i carousel e le risposte rapide, e si può sia spedire messaggi agli interlocutori che intervenire personalmente nel ciclo discorsivo.

Grazie ai bot di Messenger si può:

  • risparmiare tempo nella fase di approccio iniziale (specialmente se costituita da informazioni standard da fornire)
  • mettere in contatto le funzioni commerciali aziendali alle richieste di competenza evitando colli di bottiglia sugli incaricati alle prime fasi del contatto
  • indirizzare più facilmente le persone nello zero moment of truth (ricerca di informazioni per orientarsi all’acquisto) ai contenuti di interesse rilevante per i fini commerciali
  • evitare di perdere dei lead che potrebbero arrivare in momenti nei quali non si è davanti allo schermo
  • ottenere informazioni dirette sui lead che normalmente non si digiterebbero sulla barra di ricerca
  • utilizzare strumenti integrati con il sito che non necessitano di scaricare applicazioni extra per originare un contatto
  • riprendere contatti interrotti precedentemente e rimandarli alla trattativa iniziata
  • memorizzare informazioni in maniera intuitiva sui lead (preferenze di taglia, colori ecc.)
  • trasmettere un senso di avanguardia della propria azienda grazie a questi strumenti che dimostrano quanto si è attenti a non lasciare inevase le richieste di informazioni pervenute

Naturalmente non mancano nemmeno le criticità, in particolare i bot:

  • le persone possono non avere voglia di parlare con un programma ma esigere un operatore in carne e ossa
  • le risposte possono essere troppo “ingessate” oppure non coerenti con le domande poste
  • richiedono uno sviluppo ad hoc per essere realizzati e implementati

Se vuoi iniziare a farti un’idea delle potenzialità messe a tua disposizione dai bot, ecco su BotList una serie di applicazioni divise per categorie.

Le ricerche vocali

Un ulteriore trend in crescita sono le ricerche vocali, ovvero il comando impartito ai dispositivi mobili che si traduce in una ricerca di informazioni effettuata su Google e motori simili: il 20% delle ricerche effettuate da smartphone avviene con la voce – quindi non interagendo con la tastiera; Amazon’s Alexa e Google Home la fanno da padrone in questo genere di sviluppi.

Sembra che il boom non si avrà sulle query esplorate da desktop bensì da mobile, se ne deduce che andremo ad avere due generi di pubblico che esprimeranno le loro richieste di informazioni in modi diversi: così come negli anni passati ci siamo evoluti dalle keyword secche a quelle composte da gruppi di parole – man mano che le persone imparavano a esprimere con più dimestichezza ciò che intendevano cercare – così ora le query si stanno popolando di richieste scritte in forma “colloquiale” anziché ingessate nella sequela di parole chiave poco personali.

Sicuramente per quanto riguarda l’estrapolazione delle informazioni dalle richieste in italiano c’è molto più da lavorare rispetto a quanto ce n’è per l’inglese, ma il trend è in ogni caso in continua crescita.
La prima conclusione ovvia che ne traiamo è che il tono delle ricerche sarà sempre più familiare, progressivamente si opterà più per le frasi colloquiali per esprimere gli intenti di ricerca anziché per le “povere” combinazioni di long tail keyword.

I SEO e i realizzatori di contenuti dovranno quindi tenere sempre più in considerazione:

  • le ricerche conversazionali
  • le risposte a domande precise
  • la generazione di contenuti scritti con un taglio colloquiale che rispetti più il modo umano di porre le domande che le interpretazioni degli algoritmi di ricerca

incentivando quindi la produzione di contenuti studiati per rispondere a precisi intenti di ricerca e non per fornire generiche informazioni su quell’ambito.
Essendo le espressioni di ricerca derivazione diretta dei propri dubbi, esse potranno avere anche forma di richieste di “consigli” (es. “ogni quanto tempo dovrei cambiare l’auto”) e manifestarsi come molteplici domande: strumenti come Answerthepublic che abbiamo già visto saranno perciò molto importanti e utili per indovinare la vasta gamma di domande esistenti attorno a un argomento.

E tu, che cosa ne pensi?
Hai già pensato a come rispondere a questi trend in corso di sviluppo sulla SEO nel 2017? Commenta questo articolo per raccontarci la tua opinione!

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<p>Amo scrivere per il web!<br /> Amante (non ricambiato) della SEO, appassionato di libri, film e fumetti, credo che la scrittura possa essere un modo per rendere il web un luogo migliore.<br /> Su www.ilariogobbi.it trovi guide e approfondimenti su SEO e storytelling.</p>

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