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Come (non) fare SEO: gli errori più comuni

Se stai pensando di aprire un blog o un e-commerce saprai bene che costruire un bel sito, con colori in grado di richiamare l’attenzione dell’utente e con call to action perfette, non è il solo lavoro da fare. Saprai bene che ricorrere alle campagne di pubblicità online su Google e sui social non basterà ad attrarre lettori e clienti. Una tra le attività principali per il quale un semplice diario di bordo o un semplice sito vetrina dell’azienda di famiglia diventano blog ed e-commerce di successo è sicuramente l’ottimizzazione SEO. Svolgere attività SEO sul proprio sito web è un ottimo modo per far crescere il numero di visitatori e convertirli in potenziali clienti. Attenzione però: è molto facile commettere degli errori banali che possono portare alla penalizzazione.

Come non fare SEO

Come fare SEO senza commettere errori?

O meglio, quali sono gli errori più comuni? Gli errori che ogni giorno migliaia di persone commettono pensando di fare la cosa giusta sono molti: oggi voglio dirti quali sono i più comuni.

1. Immagini

Al primo posto della mia personale classifica metto le immagini. Tutti i siti web hanno al loro interno una quantità infinita di immagini: rendono più bella la pagina, aiutano il lettore a capire meglio l’articolo, mostrano al mondo le stanze di un hotel. Insomma, le immagini sono uno tra gli elementi più importanti nella costruzione di un sito web. Eppure molti sottovalutano l’idea di ottimizzare le immagini lato SEO. Quando inserirai una bella foto della crema mani che vuoi vendere, ricorda di inserire nel codice dell’immagine (<img src…..>) il tag alt: il tag alt è di grande aiuto a tutti quegli utenti che, in un modo o nell’altro, non riescono a visualizzare l’immagine. Se hai nel tuo articolo una bella infografica che spiega alle signore come utilizzare la crema che stanno per acquistare, il testo da inserire nel codice potrebbe essere il seguente: <img src=”URL FOTO” alt=”ecco come usare la crema per rughe marca crema“>. Google da molta importanza alle immagini e inserire il tag alt ti farà guadagnare qualche punto in più su Big G.

2. Contenuti

Sono molti i casi in cui, vuoi per questioni di tempo o vuoi per assenza di idee, si ricorre alla creazione di contenuti duplicati. SBAGLIATO! Mai, mai e poi mai creare contenuti duplicati. Nella maggior parte dei casi Google non penalizza i siti che contengono contenuti duplicati, tuttavia è necessario capire perché duplicare contenuti o pubblicare articoli molto (moltissimo) simili ad altri non porta nulla di buono:

  1. Creando due contenuti simili o addirittura uguali si rischia di far confondere gli spider che lo analizzano. Infatti se entrambi gli articoli fanno riferimento ad una specifica keyword, Google si troverà spiazzato nel momento in cui dovrà decidere quale dei due soddisfa di più la richiesta dell’utente. Insomma, i due articoli potrebbero farsi guerra da soli non portando niente di buono e nessun risultato.
  2. Google dà più importanza ai contenuti originali: è risaputo ormai come Google dia molta importanza a tutti quei contenuti che siano diversi dagli altri e che possano, in qualche modo, dare davvero un valore aggiunto all’utente che li legge. Un contenuto con più di un’immagine e magari un video, con dei link che puntano verso altre risorse ha un valore sicuramente molto più alto di un contenuto copiato e incollato giusto per fare brodo.

Insomma, non commettere il grave errore di creare contenuti duplicati solo per popolare il tuo blog: come dice il proverbio “meglio pochi, ma buoni”.

3. <meta name=”description” content=”NON SCORDARLA!”>

Quando il sito è in fase di creazione un aspetto che molto spesso viene bypassato è l’inserimento di questo tag all’interno della pagina. Questo tag serve a far visualizzare una breve descrizione di ciò che si potrà trovare nella pagina e viene visualizzato all’utente nella pagina dei risultati di ricerca. Questo tag (che va inserito nella sezione head) è utile non solo agli utenti per capire cosa si sta per aprire, ma anche a Google per dare valore aggiunto alla pagina. PS: un piccolo suggerimento; inserisci nella description anche la parola chiave principale per il quale vuoi posizionare la pagina, ti sarà utile.

Ecco un'esempio di come il tag description agisce su una pagina web

La maggior parte degli addetti ai lavori che scorda di ottimizzare il tag description, scorda di ottimizzare anche:

4. Il tag <title>

Il tag title va di pari passo al tag description: infatti anche qui si favorisce sia la navigazione dell’utente che la lettura della pagina da parte degli spider. Questo tag assume un’importanza rilevante nella struttura della pagina. Un titolo ben strutturato può infatti giocare un ruolo importante nel momento in cui un utente, trovandosi davanti a 10 pagine diverse, debba decidere quale di queste aprire. Tanto per fare un esempio, dieta per tutti” è ben diverso da 3 tecniche infallibili per dimagrire velocemente”.

Ecco un semplice esempio dell'utilizzo del tag title

In conclusione

Quelli elencati poco fa, sono solo alcuni dei moltissimi errori che ogni giorno vengono commessi durante l’ottimizzazione di un sito web, o durante la creazione dello stesso. Così come sono moltissime le tecniche per iniziare a fare SEO nella maniera più adeguata possibile: se non hai mai fatto nessuna attività di questo genere, ti consiglio di leggere la guida seo gratis con i sette consigli che Simone propone a tutti i nuovi arrivati in casa SEO. Aiutami ad arricchire questo post con un commento: raccontaci i tuoi errori e come ne sei uscito!

 

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Nato in una scuola di informatica e cresciuto a pane e web, mi occupo di studiare le migliori strategie per i social network (per aziende, brand e personaggi) e di copywriting Seo oriented.

1 Commento
  • Annie karina
    febbraio 23, 2017 alle 7:57 am

    Bravo! Grazie dello spunto, semplice per le persone come me che conoscono poco la SEO.

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