Se hai bisogno di aiuto per il tuo business online scrivici a:
Top
SEO Roma / SEO: posizionamento sui Motori di Ricerca  / SEO per WordPress: guida ai principali aspetti di ottimizzazione

SEO per WordPress: guida ai principali aspetti di ottimizzazione

Ben ritrovati sul blog di SeoRoma!

Incrementare costantemente la visibilità per i nostri siti web non è a conti fatti un’attività facile e dai risultati certi: costruire un portale utile per gli utenti e apprezzato dai motori di ricerca ci spinge a impegnarci sempre di più con le nostre attività di analisi e di miglioramento SEO sia dei contenuti che della navigazione, di analisi della concorrenza e dei backlink.

La SEO comprende tutte le attività rivolte a migliorare la comprensione dei contenuti da parte dei motori di ricerca, al fine di far comparire i propri risultati web tra le prime posizioni nella schermata dei risultati delle ricerche.

Gli aspetti da ottimizzare sono molteplici ed effettivamente può capitare, quando si è alle prime armi, di non riuscire a ricordare con facilità tutti gli ambiti da tenere sott’occhio: tuttavia, possiamo riassumere e focalizzare la nostra attenzione sulle principali basi dell’ottimizzazione SEO da seguire per migliorare l’esperienza di navigazione e la soddisfazione dei nostri visitatori.

Vediamo quindi alcune delle più rilevanti attività di ottimizzazione SEO alle quali dobbiamo dedicarci per aumentare la qualità del nostro portale e la visibilità sui motori di ricerca.

Google, nella stragrande maggioranza dei casi, è uno dei maggiori – se non il principale – canale di traffico referenziato ai siti web, e ottimizzare il proprio sito secondo le direttive per webmaster della stessa Google significa potenzialmente ottenere migliaia e migliaia di visitatori da convertire in clienti soddisfatti.

Procediamo quindi a esaminare alcuni dei più importanti aspetti di ottimizzazione SEO ai quali devi dedicarti per migliorare il posizionamento del tuo portale.

WordPress SEO by Yoast: il plugin più completo per la SEO

Un consistente aiuto nella supervisione degli aspetti da ottimizzare ti viene messo a disposizione da WordPress SEO by Yoast, probabilmente il più diffuso e completo plugin in circolazione sul mercato: installandolo potrai quindi avere accesso a delle pratiche schermate dedicate agli irrinunciabili elementi da gestire lato SEO, nonché attribuire ai singoli contenuti le configurazioni – index, noindex, follow, nofollow – più appropriate alle tue esigenze editoriali.

Tra le innumerevoli funzioni di Yoast al servizio dell’ottimizzazione SEO di siti abbiamo:

  • inserimento dei tag Title e Description: da questa voce puoi introdurre il contenuto del tig Title (il “nome” della pagina web) e della Description (un riassunto del suo contenuto) da offrire ai motori di ricerca per indicare il contenuto del portale
  • inserimento della parola chiave di riferimento: un parametro sulla base del quale Yoast misura se il testo e i campi SEO sono sufficientemente ottimizzati. Benché si tratti di considerazioni proprie dello strumento – pertanto in alcun modo riconosciute da Google come ineccepibili – permette di accorgersi se ci sono aspetti palesemente da migliorare. Tieni presente, ad esempio, che lo strumento non è in grado di distinguere due parole separate come un’unica long tail keyword pertanto analizzerà il testo di conseguenza.
  • inserimento dei contenuti di anteprima per i principali social network, che ti consentono di sviluppare specifiche call to action per le piattaforme social

Grazie all’anteprima che compare in fondo a ogni contenuto, pertanto, possiamo cogliere immediatamente in che modo i nostri articoli appariranno sulle serp e applicare le correzioni più appropriate per incrementare il CTR e l’attinenza all’intento di ricerca.

Gli URL

Gli URL – gli indirizzi delle pagine web – possono apparire come una serie caotica di caratteri e di numeri, oppure essere impostati per contenere indicazione dell’argomento trattato sotto forma di parole al proprio interno; in questo modo essi possono comunicare in maniera inequivocabile ai crawler e ai lettori il significato della pagina web.

Questi URL parlanti sono concepiti quindi per ridurre lo sforzo che il visitatore – umano o bot – deve compiere per comprendere il senso del contenuto e partecipano attivamente al processo di attribuzione del posizionamento.

All’interno di WordPress, nella sezione Impostazioni -> Permalink, puoi impostare l’opzione Nome Post in modo tale che la struttura degli URL ora appaia composta da termini che potrai stabilire per ogni articolo.

Versione preferita tra www e non www

I motori di ricerca considerano i siti contraddistinti da www e senza www come due siti differenti: per evitare di far percepire il tuo progetto editoriale come composto da due siti duplicati.

Per questa ragione, occorre impostare nella sezione Impostazioni -> Generali il tuo indirizzo web preferito nella voce “Indirizzo sito” e “Indirizzo WordPress” e indicare altrettanto nella Search Console.

Robots.txt e Sitemap

Vediamo come agire per ottimizzare due elementi on site essenziali, ovvero il file Robots.txt e la Sitemap.

Il file Robots.txt

Il file robots.txt è un indicatore di massima per i crawler su cosa deve essere indicizzato e su cosa invece no, e deve essere posizionato all’interno della root del tuo sito: il problema più frequentemente riscontrato dai SEO è che i non addetti ai lavori finiscono per utilizzarlo per escludere dalla scansione cartelle interne, file javascript, rendendo a Google un’idea parziale ed errata dell’apparenza del sito, danneggiando potenzialmente il posizionamento.

La sintassi più semplice ed essenziale consiste in:

User-Agent: *
Disallow:

La Sitemap

La sitemap è un contenuto in formato XML che rappresenta una scaletta degli elementi racchiusi all’interno del tuo portale.Solitamente, in una sitemap ben costruita puoi includere completamente articoli, pagine, categorie e tag ed escludere il resto.

Naturalmente, la velocità è uno dei fattori principali che influisce sul gradimento dei visitatori, se non sul posizionamento stesso. Grazie a un plugin deputato come WP Fastest Cache o WP-Rocket puoi gestire i principali aspetti che incidono sulla velocità di caricamento tra cui:

  • Compressione Gzip: ti consente di ridurre le chiamate combinando i file js nell’header
  • Combinazione dei file CSS: permette di ridurre le richieste del browser accorpando più elementi grafici in un unico file CSS
  • Minimizzazione dei file CSS: riduce il peso degli elementi grafici
  • Combinazione dei file javascript: riduce il numero delle richieste dei file js
  • Caching del browser: riduce il tempo di caricamento offrendo ai visitatori frequenti copie salvate nel browser locale delle pagine visitate e degli elementi grafici associati, ricaricandole all’occorrenza più celermente
  • Minimizzazione HTML: permette di ridurre il peso delle pagine
  • Pulizia del database: permette di ridurre il peso del materiale allocato rimuovendo copie obsolete dei dati

L’ottimizzazione delle immagini

Anche se in un primo momento può non sembrarlo, le immagini costituiscono un aspetto cruciale dell’esperienza d’uso di un sito web: pensiamo solamente alla rilevanza che costituiscono per un ecommerce, oppure alle query che giornalmente vengono digitate su Google Immagini e orientate pertanto a risposte visive.

Le immagini, al pari dei testi, possono essere ottimizzate per fornire segnali sul proprio contenuto ai motori di ricerca, attraverso:

  1. il nome del file: esso deve essere riscritto in modo da racchiudere in pochi termini l’oggetto a cui si riferisce (es. “guida-ottimizzazione-SEO”)
  2. il testo alternativo: il tag ALT permette di sottoporre ai motori di ricerca un testo qualora l’immagine non sia reperibile. esso può corrispondere alla versione estesa del nome dell’immagine (es. “La guida completa per l’ottimizzazione SEO dei siti WordPress”)
  3. il testo in sovrimpressione: il tag Title permette di espandere il significato dell’oggetto definendo un testo che può apparire quando ci si sofferma con il mouse sopra l’oggetto; puoi utilizzarlo per suggerire eventuali call to action oppure approfondimenti all’immagine

Le immagini stesse incidono sulla velocità di loading della pagina, in quanto spesso vengono caricate a una definizione piuttosto alta e rischiano di rallentare l’esperienza di navigazione degli utenti.

Per ridurre il peso delle foto puoi utilizzare ad esempio uno di questi 5 tool per comprimere le immagini che non richiedono nemmeno l’installazione di un plugin.

Il numero ideale dei plugin

I plugin sono delle funzionalità aggiuntive integrabili in WordPress che permettono di rispondere a specifiche esigenze senza agire direttamente sul codice alla base dell’installazione: ci sono plugin per reindirizzare i contenuti cancellati ad altri, per far comparire scritte in evidenza, per creare landing page alle quali indirizzare i visitatori per introdurli alle call to action, per introdurre i meta data in ogni pagina ecc.

Tuttavia, anche se molti di essi sono gratuiti, un costo c’è, ovvero il rallentamento che il sito subisce all’aumentare dei moduli implementati: per questa ragione, ti suggeriamo di non collocare oltre 10 o 13 plugin a partire da quelli strettamente indispensabili date le tue capacità, e di aggiornarli periodicamente per evitare incompatibilità con le nuove versioni di WordPress e per assicurarli da possibili manomissioni.

Se hai bisogno di qualche suggerimento, ecco una lista di 100 plugin per WordPress tra i quali sbizzarrirti!

La lunghezza ideale dei contenuti

Un altro aspetto da menzionare è la cosiddetta lunghezza ideal che i contenuti dovrebbero avere per ritenersi davvero ben fatti.

Navigando in rete avrai trovato diverse indicazioni – tutte in contrasto fra di loro – sulla lunghezza ideale che un contenuto dovrebbe ricoprire per assurgere agli onori delle prime posizioni.

Un tempo si parlava di un minimo di 300 parole, poi esteso a una lunghezza indicativa di 600 parole e oggi ampliato considerevolmente alle 1.000, 2000 parole che, stando agli articolisti, configurerebbe un vero e proprio contenuto di eccelsa qualità.

In realtà si tende spesso a confondere contenuti lunghi con contenuti di qualità, come se lo spazio impiegato per descrivere un concetto fosse automaticamente sintomo del valore dello stesso.

Più precisamente, è noto che contenuti lunghi sono spesso anche quelli più frequentemente posizionati tra i primi traguardi ma questo è strettamente legato all’intento di ricerca che muove i visitatori: più a fondo un utente si aspetta di vedere approfondito un argomento, più facilmente un testo sviscerato approfonditamente sarà consono a soddisfare le aspettative di chi naviga e sarà consono a raggiungere i primi risultati.

Aggiungere il sito nella Search Console

Search Console è lo strumento deputato dai Google per l’analisi dello stato di indicizzazione di un portale: esso non incide direttamente sul posizionamento raggiungibile ma permette di ottenere utili informazioni sullo stato dello stesso.

La cassetta degli strumenti per webmaster è ricca di funzionalità che consentono di fornire a Google una migliore visione dei contenuti creati, di scoprire per quali chiavi di ricerca siamo mediamente posizionati, scoprire in maniera più approfondita i link guadagnati e ricevere messaggi su eventuali problemi riscontrati da Big G inerenti il nostro sito.

E tu, che cosa ne pensi? Trovi che questi suggerimenti di ottimizzazione SEO possano aiutarti a migliorare la visibilità e l’autorevolezza del tuo portale? Commenta questo articolo per raccontarci le tue opinioni!

Hai trovato utile questo articolo?
(votanti: 0 media: 0)

mm
  • facebook
  • twitter

Amo scrivere per il web! Amante (non ricambiato) della SEO, appassionato di libri, film e fumetti, credo che la scrittura possa essere un modo per rendere il web un luogo migliore. Su www.ilariogobbi.it trovi guide e approfondimenti su SEO e storytelling.

Nessun commento

Pubblica un commento


Iscrivi alla Newsletter!



No, grazie!

Share This