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SEO Check: i controlli SEO che non devono mai mancare

Ben ritrovati sul blog di SeoRoma!

L’analisi diagnostica dei siti web SEO, o SEO Audit, comprende una serie di verifiche sui contenuti e le impostazioni tecniche dei portali per individuare gli interventi più appropriati da eseguire per migliorare il posizionamento dei siti e la promozione in rete.

Le aree di miglioramento sono molteplici e in continuo mutamento con l’evoluzione degli algoritmi dei motori di ricerca, ciò significa che periodicamente è consigliabile procedere a “revisionare” il proprio sito web per individuare quali aspetti possono essere ulteriormente corretti, al fine di offrire una migliore esperienza di navigazione ai propri utenti e per raggiungere un migliore posizionamento.

L’analisi tecnica riguarda la struttura del sito web e comprende i seguenti aspetti:

  • la corretta indicizzazione da parte degli spider
  • la corretta configurazione del web server (uno strumento come Uptime Robot ti aiuta a individuare quei momenti in cui il sito è down)
  • la presenza della sitemap.xml e del file robots.txt
    Per implementare una corretta sitemap, nel caso tu lavori su un CMS WordPress, puoi delegare il lavoro allo stracelebre plugin Yoast SEO oppure a XML-sitemaps.com.
  • l’analisi quantitativa e qualitativa dei backlink (che puoi svolgere grazie a uno strumento come Open Site Explorer che ti evidenzia le fonti di backlink e se posseggono o meno l’attributo nofollow),
    Una crescita troppo rapida dei backlink non motivata da contenuti che ragionevolmente invogliano a linkare può essere un fattore di sospetto, pertanto la SEO audit ipotizza un tasso di crescita normale del portafoglio link per non incorrere nel rischio di penalizzazioni.
  • l’ottimizzazione di immagini e di contenuti multimediali
  • la correttezza del codice HTML e la rimozione di eventuali parti non ottimali
  • l’eventuale eccessiva profondità dei contenuti (un tool come Screamignfrog ci aiuta a misurare il numero di click che occorrono per raggiungere i risultati dalla Home)

Attraverso la Google Search Console possiamo verificare rilevanti aspetti quali parole chiave per le quali si è posizionati sui motori di ricerca, backlink ottenuti, click e impressioni guadagnate.

SEO Chek: Verifica dell’indicizzazione

Prima di procedere alle analisi successive occorre verificare che il sito sia correttamente indicizzato dai crawler di Google.

Il file robots.txt non deve contenere istruzioni che scoraggino i bots da leggere i contenuti del portale: dopo aver appurato che i basilari aspetti di ottimizzazione tecnica sono rispettati procederemo ad analizzare la validità dei contenuti rispetto agli obiettivi di posizionamento.

Se vuoi scoprire rapidamente quanti dei tuoi contenuti sono invisibili a Google puoi impiegare uno strumento come Google Index Checker per individuare eventuali problemi di accesso per i crawler.

Verifica dei competitor

Una volta appurato che eventuali problemi di posizionamento non sono imputabili a una mancata indicizzazione da limitazioni di scansione, possiamo verificare lo stato di posizionamento dei principali competitor.

Attraverso tool come SeoZoom e Semrush – oltre alla consueta ricerca manuale su Google, che ti permette di selezionare con più attenzione i tuoi bersagli – puoi individuare rapidamente i concorrenti più rilevanti per le keyword di tuo interesse, analizzare la produzione dei loro contenuti per decidere su quali strategie puntare per ritagliarsi profittevoli nicchie di visite.

Il nome di dominio

La scelta del nome di dominio comprende considerazioni da svolgere quando si sta per avviare un progetto web oppure quando si intende migrare un sito preesistente a un altro dominio.

L’estensione di primo livello (la parte dopo il . ) non ha oggi una particolare rilevanza SEO, ma aiuta a comunicare ai motori di ricerca il mercato nazionale al quale ci si rivolge.

Il dominio di secondo livello è importante sia a livello SEO (meglio che contenga una combinazione kw+ brand) sia a livelllo umano per garantirsi come immediatamente riconoscibile dal proprio target.

Qualche anno fa la presenza della/e keyword di interesse all’interno del nome di dominio era praticamente fondamentale per garantirsi un sensibile bonus nel posizionamento, mentre oggi il vantaggio si è sensibilmente ridotto. Ciò nonostante – specialmente sulle serp italiane – ragionevolmente un anche se piccolo effetto sul ranking permane, pertanto consigliamo sempre di includere una chiave di interesse nell’URL del portale, non solo per fini SEO ma anche per comunicare in maniera più intuitiva il genere di attività aziendale.

Da verificare che sia la versione dell’URL con www. che senza rimandino agli stessi contenuti: in caso contrario, con una apposita direttiva da file htaccess per sistemi Apache, potremo risolvere facilmente la cosa.

Ottimizzazione dei contenuti per la SEO Audit

Il modo più diretto per comunicare ai motori di ricerca consiste ancora nell’utilizzo dei meta tag nel codice HTML. Essi sono un trait d’union tra la programmazione vera e propria e il perseguimento degli scopi promozionali.

  • Title: il titolo del contenuto per i motori di ricerca, consigliato di una lunghezza intorno ai 50 caratteri e sicuramente non oltre i 70
  • Description: una descrizione ristretta del contenuto non dall’immediato valore SEO, ma utilissima se non fondamentale per incuriosire i lettori e per trasmettere una call to action per invogliare a cliccare
  • Tag <H>: ogni paragrafo, secondo le regole ideali di copywriting, dovrebbe essere sviluppato attorno a uno specifico sotto argomento, ed essere preceduto da un titolo introduttivo contenuto da tag <h></h>.
    Benché il tag <h> non abbia la stessa incisività del Title è ugualmente molto consigliato per trasmettere ai motori di ricerca il significato delle rispettive parti dell’articolo e ugualmente contribuisce a incidere sul posizionamento. Si consiglia di utilizzare un solo tag h1 (in WordPress solitamente coincide con il Title), tag <h2> per ogni paragrafo da sviscerare eventualmente con tag <h3> e seguenti per i sotto ambiti.
    Con Screaming Frog puoi verificare i tag impiegati per specifiche pagine e rilevare eventuali mancanze o eccedenze per ciascuna.
  • Immagini: al pari dei testi e dei link, anche le immagini possono essere contrassegnate con specifici marcatori per agevolare la comprensione da parte dei motori di ricerca.
    Il tag alt, in particolare, consente agli spider di leggere il significato associato alle immagini anche quando esse non sono visualizzabili.
  • URL: è buona norma e regola trasformare gli indirizzi web delle pagine da una sequenza poco leggibile come sito.it/index.php?option=items&id=9 a www.sito.it/consulente-servizio-citta
    In questo modo i motori di ricerca possono più agevolmente intuire l’argomento dell’articolo e renderlo più facilmente rintracciabile all’interno delle ricerche
  • tag canonical: l’indicazione del percorso di riferimento di una risorsa da prendere in considerazione dai motori di ricerca: in mancanza di ciò, uno stesso articolo raggiungibile da due percorsi differenti (ad esempio un URL con o senza la / finale) potrebbe essere considerato un contenuto duplicato da Google
  • dati strutturati: sebbene la capacità di Google di comprendere il significato dei testi sia già molto ampia, essa non è ancora perfetta. Per consentire ai crawler di comprendere cosa rappresentano i contenuti vengono utilizzate delle codificazioni particolari che contraddistinguono gli stessi generi di oggetti (indirizzi, date, numeri di telefono…) e che vengono utilizzati per generare i rich snippet alla base dei risultati ancora più completi.
    org è la sintassi di dati strutturati sviluppata congiuntamente da Google, Yahoo e Bing per agevolare la complessiva comprensione dei contenuti del web.

Usabilità e velocità di caricamento

Ok, hai aperto il tuo sito con browser Chrome da postazione fissa e ti sembra di avere fatto un buon lavoro. Ma credi che tutti i tuoi utenti utilizzino i tuoi medesimi dispositivi? Con il boom di ricerche mobile degli ultimi anni bisogna appurare che la visualizzazione sia ottimale anche dai principali browser in circolazione e soprattutto da smartphone e tablet.

Lo sviluppatore web dovrà appurare che i contenuti siano visualizzati senza ricorrere a fastidiosi scroll e che si possano visualizzare in una manciata di secondi.

Per verificare la velocità di caricamento puoi fare affidamento a strumento come GTMetrix o Pingdom per determinare quali elementi incidono in senso negativo sulla velocità delle pagine – è essenziale restare sotto i 2 / 3 secondi di caricamento, oppure il Mobile Friendly Test di Google per appurare se ci sono problemi nella visualizzazione da device mobili.

Se il problema dipende da colli di bottiglia lato server, il tool webpagetest.org  ti aiuta a individuare cause di rallentamento indipendenti dalla tua volontà.

Queste sono alcune delle più importanti analisi da svolgere per assicurare una corretta ottimizzazione SEO del tuo sito web: quali altri aspetti suggerisci di analizzare per migliorare il posizionamento?
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Amo scrivere per il web! Amante (non ricambiato) della SEO, appassionato di libri, film e fumetti, credo che la scrittura possa essere un modo per rendere il web un luogo migliore. Su www.ilariogobbi.it trovi guide e approfondimenti su SEO e storytelling.

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