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Seo audit Screaming Frog Francesco Bellomia

Come fare l’analisi SEO di un sito web con Screaming Frog

L’analisi SEO di un sito web è il primo passo per una corretta strategia di ottimizzazione e posizionamento dello stesso sui Motori di Ricerca. Vedremo come fare una SEO Audit con Screaming Frog, un tool molto utile e che consente di risparmiare tempo, sopratutto quando ci si trova ad analizzare siti con un grande numero di pagine.

Screaming Frog è un software molto utilizzato ed apprezzato, ma ovviamente esistono anche valide alternative. Vorrei in particolare segnalare Visual SEO Studio. Anch’esso è uno strumento per il Technical SEO Auditing, che oltre ad essere altrettanto completo ed efficace, è stato ideato da un italiano (Federico Sasso).

Cos’è Screaming Frog

Screaming Frog Guida

Screaming Frog è un software di crawling che consente di analizzare un sito web emulando il comportamento degli spider dei Motori di Ricerca (nella sezione Configuration è possibile settare l’User Agent, potendo scegliere tra gli altri GoogleBot o BingBot). Dunque, come vedremo, è in grado di restituirci informazioni molto utili lato SEO. Una serie di spunti che richiederebbero una grande mole di lavoro e tempo, dovendo ottenerli analizzando manualmente ogni singola pagina di un sito web.

Il software va scaricato ed installato. Si tratta di un applicativo a pagamento ma ne esiste anche una versione free con diverse limitazioni nel crawling e nelle configurazioni. In particolare, la versione gratis di Screaming Frog consente di scannerizzare al massimo 500 url  per singola sessione, dunque si adatta più a siti web di dimensioni ridotte.

Come funziona Screaming Frog

Una volta lanciato e installato il programma, prima di far partire la nostra prima analisi di un sito web, è opportuno configurare a dovere lo Spider in modo da escludere eventualmente ciò che non ci interessa. Ad esempio, per velocizzare il processo si consiglia di escludere dalla scansione Javascript, CSS e SWF (estensione per il formato di file Shockwave Flash).

Ciò può essere fatto cliccando sul menu in alto Configuration – Spider, come mostrato dall’immagine seguente.

Screaming Frog configurazione

Per far partire il crawling del sito web che ci interessa è sufficiente digitare l’url nella barra in alto e cliccare su Start. Il tempo necessario per completare l’analisi dipende dalle dimensioni del sito internet e può essere anche relativamente lungo (per siti particolarmente ampi è importante anche disporre di una macchina piuttosto performante).

Terminato il crawling, Screaming Frog ci restituisce una serie di dati particolarmente utili, per farci un’idea sullo stato del sito web e su dove intervenire per ottimizzarlo al meglio lato SEO. La colonna di destra ci offre un Overview degli elementi scannerizzate, che funge da indice. Mentre nel riquadro centrale è possibile andare nel dettaglio dei singoli elementi.

Screaming Frog come funziona

Attraverso Screaming Frog è possibile ottenere una visione d’insieme dei diversi elementi essenziali dal punto di vista dell’ottimizzazione SEO on-site. Andando nel dettaglio il software ci consente di analizzare:

  • Elementi interni: il numero delle pagine interne e le rispettive tipologie. Dunque, se si tratta di pagine HTML, immagini, PDF, oppure, se inclusi nel crawling, Javascript, CSS e Flash.
  • Elementi esterni: le pagine verso cui il sito linka, anch’esse divise per tipologia.
  • Struttura dei Link: per ogni singola pagina è possibile vedere le risorse verso le quali punta, sia interne che esterne.
  • Errori nel codice di stato: dunque eventuale presenza di pagine che restituiscono Errore 404 (pagina non trovata) o 500 (server error).
  • Tag Titles: è possibile visionare tutti i titoli presenti nel sito web. Il software in particolare ci informa sulla eventuale presenza di titoli mancanti, duplicati o che eccedono i 65 caratteri (o che non raggiungono i 30 caratteri).
  • Meta Description: discorso analogo per le meta description. In questo caso però i limiti relativi ai caratteri che Screaming Frog consiglia sono rispettivamente 156 e 70.
  • Headings: presenza degli H1 e H2, ed eventuali pagine con tali elementi mancanti o duplicati.
  • Immagini: il numero delle immagini presenti nel sito e l’eventuale mancanza dell’attributo ALT. Il software poi segnala le immagini ritenute eccessivamente “pesanti” (che eccedono cioè i 100 kb).
  • Analytics: presenza del codice di monitoraggio in tutte le pagine del sito internet.

Nella sezione Response Times è possibile visionare il tempo di caricamento delle pagine. Screaming Frog poi consente di creare delle Sitemap (XML e delle immagini) e di generare diversi Report degli elementi di maggior interesse individuati durante l’analisi.

In definitiva dunque, Screaming Frog si rivela uno strumento particolarmente utile, che consente di velocizzare il lavoro di SEO Audit. Va sottolineato però che non si tratta di uno strumento infallibile. In ogni caso i risultati che offre, spesso, necessitano previe competenze e conoscenze dal punto di vista SEO, per poter essere correttamente interpretati.

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Proveniente da studi umanistici, appassionatosi strada facendo di SEO, web content editing, digital marketing (e altri paroloni inglesi). Tennis, lettura e serie TV nel tempo libero.

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