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I KPI nel Web Analytics

I KPI nel Web Analytics

Hai scelto di affidarti a un team di esperti per la creazione del sito web della tua attività. Insieme a loro, hai condotto un’analisi dei concorrenti, studiato l’esperienza dell’utente, sviluppato una grafica accattivante e creato contenuti ottimizzati per i motori di ricerca al fine di migliorare la visibilità del tuo sito. Questo è stato un ottimo punto di partenza, ma il lavoro non si ferma qui. In realtà, il lavoro non finisce mai. I KPI (Key Performance Indicators) rivestono un ruolo fondamentale nel web analytics. Ma cosa sono esattamente i KPI e perché sono così importanti?

Cosa sono i KPI nel Web Analytics e la loro importanza

Nel contesto digitale, è stato introdotto il concetto di KPI (indicatore chiave di performance), come parametri di valutazione che misurano il grado di raggiungimento degli obiettivi predefiniti. Questi indicatori forniscono una misura quantitativa del successo delle strategie e delle attività intraprese, consentendo di valutare l’efficacia delle azioni messe in atto.

È fondamentale misurare, raccogliere e analizzare i dati provenienti dal web al fine di comprendere e ottimizzare il comportamento dei visitatori sul nostro sito. Questa pratica è cruciale per l’andamento della strategia digitale e deve essere integrata fin dall’inizio di tutte le attività online. Inoltre, in base a diverse variabili, la strategia deve essere costantemente adattata, ottimizzata e migliorata.

Oggi, ciò che è estremamente positivo è che il marketing digitale ci fornisce una vasta quantità di dati che è indispensabile analizzare e comprendere.

L’importanza di monitorare e analizzare i KPI permette di adottare un approccio basato sui dati, fondamentale per la pianificazione e l’ottimizzazione delle strategie digitali. I KPI offrono un quadro oggettivo delle performance, fornendo indicazioni preziose per la presa di decisioni.

Un’analisi accurata dei KPI può aiutare a individuare punti di forza e aree di miglioramento, a verificare l’efficacia delle azioni intraprese, a ottimizzare le risorse disponibili e a migliorare continuamente le performance. Inoltre, i KPI possono contribuire a stabilire relazioni causa-effetto tra diverse variabili, facilitando la comprensione dei meccanismi che guidano le performance.

Google Analytics 4, Google Tag Manager e Bing Webmaster Tools: KPI Fondamentali per l’Analisi Web

Nel vasto e complesso mondo dell’analisi web, esistono strumenti che si sono distinti per la loro capacità di fornire insight dettagliati e utili. Google Analytics 4 (GA4), Google Tag Manager (GTM) e Bing Webmaster Tools sono tra questi strumenti. Questi servizi offrono la possibilità di monitorare una vasta gamma di Key Performance Indicators (KPI) che possono aiutarti a capire come sta performando il tuo sito web e dove c’è margine di miglioramento.

Google Analytics 4

GA4, piattaforma del motore di ricerca Google, integra nuove funzionalità e aggiornamenti tra cui il tracciamento delle interazioni degli utenti tra dispositivi e piattaforme, una migliore integrazione con Google Ads, report personalizzabili e una maggiore enfasi sulla privacy degli utenti. GA4 è pensato per essere più flessibile e orientato all’evento rispetto alle versioni precedenti, consentendo agli utenti di adattare meglio l’analisi ai loro specifici bisogni e obiettivi di business.

Google Tag Manager

GTM è un servizio offerto gratuitamente da Google che consente di gestire e distribuire facilmente tag di codice sul tuo sito web o app mobile. Questi tag possono essere utilizzati per vari scopi, tra cui il monitoraggio delle conversioni, l’analisi del comportamento degli utenti, e molto altro. Google Tag Manager permette di gestire tutti questi tag in un’unica piattaforma, risparmiando tempo e semplificando il processo. Inoltre, GTM supporta tag sia di Google che di terze parti, offrendo un ambiente di test per assicurarsi che i tag siano configurati correttamente prima della loro implementazione.

Bing Webmaster Tools

BWT, suite di strumenti gratuiti offerta da Bing (il motore di ricerca di Microsoft) che permette ai proprietari di siti web di monitorare e gestire le performance del loro sito web, offrendo una ricchezza di informazioni e strumenti di aiuto per ottimizzare i siti web per il motore di ricerca Bing.

Quali KPI monitorare per il proprio sito web

Dato l’enorme quantità di informazioni disponibili, è meglio concentrarsi sui primi cinque KPI che si dovrebbero costantemente monitorate per valutare le performance di un sito web:

  1. Origine del traffico
  2. Utenti e sessioni
  3. Tasso di abbandono o bounce rate
  4. Comportamento
  5. Conversioni

Origine del Traffico

Uno dei KPI più importanti da tenere in considerazione nella strategia di un sito web è senza dubbio quello relativo all’origine del traffico. Grazie a questo indicatore, è possibile capire da dove arrivano i visitatori e, di conseguenza, identificare quali canali sono più efficaci nel generare traffico. Questa informazione è fondamentale per poter alimentare correttamente le diverse tipologie di traffico e implementare strategie di miglioramento mirate.

Analizziamo, quindi, le diverse tipologie di traffico che possono essere identificate attraverso il KPI dell’origine del traffico:

  1. Traffico Organico: Questa tipologia di traffico proviene dai motori di ricerca come Google, Bing, Yahoo, ecc. Gli utenti digitano una determinata query di ricerca e, tra i risultati, scelgono di cliccare sul link del nostro sito. Questo tipo di traffico è estremamente prezioso, in quanto solitamente indica un forte interesse da parte dell’utente verso i contenuti del nostro sito.
  2. Traffico Referral: Il traffico referral è quello che arriva al nostro sito attraverso link presenti in altri siti, portali, blog, ecc. Questo tipo di traffico è molto importante, in quanto indica che il nostro sito è considerato autorevole e di interesse da altre fonti online.
  3. Traffico a Pagamento: Questo traffico deriva dalle campagne pubblicitarie online, per le quali si paga una determinata somma per mostrare il proprio annuncio (o link) in posizioni privilegiate nei risultati dei motori di ricerca o su altri siti web.
  4. Traffico Social: Si tratta del traffico che arriva al nostro sito attraverso i social network, come Facebook, Instagram, Twitter, ecc. Questo tipo di traffico è molto prezioso, soprattutto in un’ottica di branding e di engagement con la propria audience.
  5. Traffico Diretto: Il traffico diretto si genera quando un utente digita direttamente l’URL del nostro sito nel proprio browser o quando accede al nostro sito attraverso i segnalibri. Il traffico diretto è un indicatore di fedeltà dell’utente e di notorietà del brand.

Utenti e Sessioni

Il concetto di utenti e sessioni rappresenta un elemento fondamentale all’interno dell’analisi del traffico di un sito web, essendo la manifestazione diretta dell’obiettivo ultimo di qualsiasi presenza online: generare traffico di qualità.

Grazie a questi KPI, è possibile acquisire preziose informazioni sul comportamento degli utenti e sull’efficacia dei contenuti, consentendo quindi di affinare la strategia di contenuto e di UX per migliorare l’engagement dei visitatori e, in ultima analisi, il successo del sito web.

Quando parliamo di “utenti“, ci riferiamo al numero totale di individui che hanno effettuato almeno una sessione sul sito durante un determinato lasso di tempo. Questo include sia gli utenti che visitano il sito per la prima volta (utenti nuovi) sia quelli che sono ritornati sul sito (utenti di ritorno).

Altro indicatore di fondamentale importanza è la “sessione media“. Questo KPI riflette il tempo di permanenza medio di un utente durante una sessione sul sito. L’analisi della sessione media è particolarmente rilevante perché fornisce una panoramica dell’interazione degli utenti con i contenuti del sito. Infatti, se il tempo medio di sessione è elevato, ciò indica generalmente che i visitatori trovano i contenuti del sito web rilevanti e coinvolgenti.

Tasso di abbandono o bounce rate

Il termine “rimbalzo” nel contesto del web analytics si riferisce a una sessione durante la quale un utente visita una sola pagina del tuo sito web e poi esce senza interagire ulteriormente con il sito. La frequenza di rimbalzo, o bounce rate, rappresenta la percentuale di queste sessioni rispetto al totale delle sessioni sul tuo sito.

Una frequenza di rimbalzo alta, generalmente superiore al 60%, può essere interpretata come un segnale di allarme. Significa infatti che una considerevole proporzione di visitatori esce dal tuo sito molto rapidamente dopo aver visitato una sola pagina. Questo può dipendere da una varietà di fattori, e richiede quindi un’analisi attenta per identificare gli eventuali problemi.

Comportamento

Il monitoraggio e la comprensione del comportamento degli utenti all’interno del nostro sito web rappresentano un indicatore chiave di prestazione (KPI) imprescindibile per delineare in modo efficace la website journey dei visitatori. Questa “traccia digitale” ci permette di comprendere l’interazione dell’utente con il nostro sito e di ottimizzare l’esperienza di navigazione in funzione dei suoi bisogni e delle sue preferenze.

Nel panorama dei KPI, un ruolo fondamentale è svolto dalle:

  • pagine di destinazione
  • pagine di uscita

Le prime sono le pagine che un utente visualizza all’inizio di una sessione. Queste possono dare una preziosa indicazione di quali contenuti o funzioni del sito attraggono maggiormente l’attenzione dell’utente, fungendo da “porta d’ingresso” alla sua interazione con il nostro spazio online.

Le pagine di uscita, invece, sono quelle pagine che l’utente ha visualizzato per ultime prima di abbandonare il sito. Un’analisi accurata di queste pagine può aiutarci a comprendere quali elementi o problematiche possono aver causato la perdita di interesse dell’utente, o se al contrario la pagina ha risposto in modo esaustivo alle sue esigenze, portandolo a concludere la sua sessione di navigazione.

Oltre a questo, monitorare le pagine più visualizzate, il tempo trascorso su di esse e quelle che vengono poco o mai raggiunte, ci consente di avere un quadro chiaro di quali aree del sito siano più performanti e quali necessitino invece di miglioramenti o modifiche.

Conversioni

È di cruciale importanza comprendere che il concetto di “conversione” nel contesto del web analytics e dell’ottimizzazione del tasso di conversione (CRO) non si limita esclusivamente all’atto della vendita, specialmente se stiamo parlando di un sito e-commerce. La conversione, infatti, deve essere vista in una prospettiva più ampia, coincidendo con il raggiungimento di uno o più obiettivi che ci siamo prefissati per migliorare l’esperienza dell’utente sul nostro sito.

Il termine “conversione” all’interno di un sito web può assumere diverse forme e non deve necessariamente essere collegato ad un acquisto. Possiamo considerare conversioni una serie di azioni o comportamenti che manifestano l’interesse e l’engagement dell’utente nei confronti del nostro sito. Tra questi possiamo includere, ad esempio, il download di un catalogo o di un documento informativo, la creazione di un account personale, la registrazione ad una newsletter, la compilazione di un modulo di contatto, l’aggiunta di un prodotto al carrello e molte altre interazioni.

Quali KPI scegliere per tua strategia

Ovviamente, esistono altri KPI di tipo diverso rispetto a quelli che abbiamo visto in precedenza, questi vanno implementati sulla base degli obiettivi che si hanno a livello di business e sugli obiettivi del sito. I KPI devono quindi essere necessariamente correlati al business aziendale. La definizione dei KPI, Key Performance Indicator, è la parte più importante dell’attività di analista che sceglie i KPI a seconda della strategia:

  • valutare una campagna media
  • valutare un sito che ha come obiettivo la brand awareness
  • sito che ha come obiettivo la vendita.

In conclusione, monitorare i KPI del tuo sito web è un passo fondamentale verso il miglioramento delle sue prestazioni. Questi dati ti danno un’idea precisa di come il tuo sito sta andando, e dove potrebbe essere necessario fare dei cambiamenti. Ricorda, però, che i KPI sono solo uno strumento a tua disposizione. Devono essere utilizzati in tandem con altre strategie di marketing digitale e di ottimizzazione per i motori di ricerca per ottenere i migliori risultati.