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Google Update di maggio 2017 – Ipotesi e considerazioni

Ben ritrovati sul blog di SEORoma!

Gli addetti al settore avranno notato che nella seconda metà maggio (dal 18 o dal 20 a seconda dei settori) le serp stanno vivendo i consueti inusuali (scusate il gioco di parole) sballottamenti in occasione dei rilasci di aggiornamenti di algoritmi: prima era capitato il 7 febbraio 2017 e in seguito a marzo 2017 con Fred.

La cosa diversa dal solito è che, come nota seoroundtable non si sono viste le solite tonnellate di webmaster piangere sui forum, strapparsi i capelli al pensiero di aver causato la propria sventura con tecniche white e black hat.

Come possiamo vedere dagli studi di SemRush, ci sono stati vari picchi di variabilità nel posizionamento (sintomo che qualcosa sta bollendo in pentola), e tale fluttuazione è stata confermata anche da diversi webmaster: non si tratta sicuramente di niente al livello di Panda o Penguin o del recente Fred.

Gli esperti interpellati da Seroundtable ipotizzando che possa essere dovuto:

  • alla qualità (es. pubblicità aggressiva, limitazioni alla User Experience, scadente interfaccia ecc.)
  • a Panda o Fred
  • ai featured snippet

I featured snippet sono stati additati come la mano che lancia il sasso, dato che in questi tempi Google sta testando l’esclusione di risultati dei siti che già compaiono attraverso i featured snippet: tuttavia, analisi svolte dai principali tool di settore in un secondo momento non sembrano supportare considerevolmente questa teoria.

Non sembrano esserci rapporti con la presenza o meno di HTTPS.

Google Update: il mio punto di vista

Nel mio piccolo, gli esperti di cui ho letto esternazioni sul gruppo di professionisti Fatti di SEO su Facebook riportano che – seppure con le differenze dovute ai rispettivi settori – la variabilità potrebbe essere correlata all’intento di ricerca, informativo o commerciale, come se gli aggiustamenti fossero rivolti a cercare di matchare in modo più efficace le esigenze di navigazione con la risposta fornita.

Secondo qsi.com, la variabilità a seconda del settore può andare dal 20-30% fino a volumi maggiori.

Colpiti i siti di retail e della produzione di beni?

Secondo RankRanger c’è stata una fluttuazione (nel loro indice da 65 a 71) che ha coinvolto l’apparizione nelle serp di principali siti di retail (BestBuy, Amazon, Overstock): mentre i nomi citati a fianco sembrerebbero avere subito una riduzione di visibilità organica, eBay sembra avere guadagnato un piccolo incremento.

Stando a quanto riportano i maggiori analisti, non sembra si tratti di un tentativo di riduzione di comparsa nelle serp dei grandi nomi della distribuzione, ma forse è il frutto di un tentativo di Big G di comprendere in maniera più efficace come fare incontrare le esigenze dei potenziali acquirenti con l’offerta.

Stando anche a quanto si legge su webmasterworld i principali portali colpiti potrebbero essere:

  • gli ecommerce
  • i grandi siti informativi

e questa conseguenza potrebbe essere in effetti compatibile con l’idea generale che si ha di una ridefinizione del concetto di corrispondenza tra gli intenti commerciali e informativi e i risultati proposti.

Che cosa fare a questo punto?

Dalle dichiarazione di John Mueller sappiamo che il miglioramento della qualità è un obiettivo su cui Big G vuole che puntiamo nel lungo periodo: che sia anche l’obiettivo di questo update?

Come sempre, in attesa di capirne di più, possiamo solamente continuare a lavorare su quei fattori che giovano inequivocabilmente all’autorevolezza dei portali:

  • concentrarci su cosa fa la soddisfazione degli utenti, ridurre i contenuti brevi o di basso valore
  • ridurre la pubblicità che rischia di offuscare la navigazione del sito
  • contrastare i problemi oggettivi che danneggiano l’esperienza di navigazione
  • incrementare la quota di elementi che sostengono le visite e in grado di rispondere alle esigenze dei visitatori

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Amo scrivere per il web! Amante (non ricambiato) della SEO, appassionato di libri, film e fumetti, credo che la scrittura possa essere un modo per rendere il web un luogo migliore. Su www.ilariogobbi.it trovi guide e approfondimenti su SEO e storytelling.

9 Commenti
  • Salvatore La Torre
    giugno 8, 2017 alle 4:27 pm

    Complimenti! Condivido appieno le tue osservazioni…! “concentrarci su cosa fa la soddisfazione degli utenti, ridurre i contenuti brevi o di basso valore ridurre la pubblicità che rischia di offuscare la navigazione del sito, contrastare i problemi oggettivi che danneggiano l’esperienza di navigazione,
    incrementare la quota di elementi che sostengono le visite e in grado di rispondere alle esigenze dei visitatori”

  • Flavioweb
    giugno 12, 2017 alle 10:04 am

    Ciao Ilario. Grande come sempre. Credo che l’analisi sia giusta. Specie nella parte in cui dici “come se gli aggiustamenti fossero rivolti a cercare di matchare in modo più efficace le esigenze di navigazione con la risposta fornita”. Si. Credo che il punto sia questo. E sono convinto che d’ora in avanti queste continue fluttuazioni diventeranno la “normalità”. Un abbraccio.

  • Risarcimento Salute Malasanità
    giugno 12, 2017 alle 3:08 pm

    Nel nostro settore ci sono state varie modificazioni soprattutto nella prima pagina Google con alcuni siti mai sentiti addirittura essere presenti in prima pagina Google ma stanno già scalando posizioni di giorno in giorno in senso negativo probabilmente vi è già un riassettamento da parte di Google grazie comunque per l’articolo molto utile

  • Risarcimento Salute Malasanità
    giugno 13, 2017 alle 10:01 pm

    A xinferna dell’articolo nel nostro settore (avvocato per Malasanità) i siti hanno subito a maggio ed ancora oggi nella prima pagina Google continue modifiche di posizionamento…
    Le motivazioni andranno studiate a tavolino da chi è stato penalizzato.
    Cordiali saluti

  • Piero Giordano
    luglio 28, 2017 alle 2:12 pm

    Interessante analisi.
    Io ho notato fluttuazioni soprattutto in relazione alle pagine più informative degli e-commerce, con spostamento su quelle commerciali del prodotto, quindi lo “zampino” dell’intenzione di ricerca c’è sicuramente.

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