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PageSpeed Insights e Lighthouse

Google PageSpeed Insights integra Lighthouse: le novità

Ben ritrovati a un nuovo approfondimento di SeoRoma!

La velocità del sito web è un parametro essenziale per valutare il successo di un portale web: non soltanto per i motori di ricerca, ma anche e soprattutto per offrire una buona esperienza di navigazione agli utenti.L’ottimizzazione dei siti per ridurre i tempi di caricamento è un argomento sul quale Google è tornato più e più volte.

Non ultimo l’aggiornamento sul Google Webmaster Blog, nel quale leggiamo:

Today, we’re happy to announce that Pagespeed Insights (PSI) now uses Lighthouse as its analysis engine. This allows developers to get the same performance audits and recommendations everywhere: on the web, from the command line, and in Chrome DevTools. PSI also incorporates field data provided by the Chrome User Experience Report (CrUX). Version 5 of the PageSpeed Insights API will now provide CrUX data and all of the Lighthouse audits. Previous versions of the PSI API will be deprecated in six months.

In passato, Google si appoggiava a diverse piattaforme le quali restituivano ognuno suggerimenti e valori differenti che potevano confondere gli sviluppatori.

La nuova versione di Pagespeed Insights racchiude al proprio interno Lighthouse, un tool molto noto fra i webmaster in quanto consente di produrre report utili a eseguire analisi di ottimizzazione dei siti web.

Il risultato è una piattaforma che migliora notevolmente l’efficacia dei dati e delle metriche di misurazione della validità delle pagine.

Google ci ha fatto sapere di utilizzare ora un motore di analisi basato su Lighthouse, che perciò si appoggia ai dati forniti dal Chrome user Experience Report. Entro 6 mese verranno deprecate che le precedenti versioni delle API utilizzate.

Le novità di Google PageSpeed Insights

Il nuovo strumento di analisi include diversi report e funzioni di analisi utili a determinare quali elementi incidono sulla velocità di caricamento.

PageSpeed Insights integra Lighthouse
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PageSpeed Insight ora include i cinque livelli di analisi dello strumento:

  • accessibilità
  • SEO
  • performance
  • best practice
  • progressive web apps

I report del nuovo PSI sono divise in una doppia finestra, rivolta alla visualizzazione da desktop e da mobile.

Il nuovo tool introduce dei report specifici orientati a fornire differenti generi di informazioni: vediamo in cosa consistono.

Field Data

Il tool offre metriche in termini di performance sul mondo reale e sull’origine degli elementi.
Contiene the First Contentful Paint (FCP) and the First Input Delay (FID) ricavati dal Chrome User Experience Report. Non tutti i siti possono mettere a disposizione dei valori da offrire all’utilizzatore.

I dati provenienti da Chrome User Experience Report sono aggiornati giornalmente e vengono aggregati negli ultimi 28 giorni.

Labdata

Il tool offre un’analisi paragonabile a un dispositivo mobile mostrando le metriche rilevanti per Time to interactive, Speed Index, First Contentful Paint, First Paintful Paint, Estimated Input Latency.

Si avvale delle funzioni di Lighthouse per simulare il comportamento di un dispositivo mobile e restituisce un valore tra 0 e 100. Tali risultati sono divisi in tre livelli, dove quello da 90 in su rappresenta il più apprezzabile.

Opportunities

Il tool evidenzia le possibilità che abbiamo a disposizione per migliorare le performance della pagina, sotto forma di inefficienze da rimediare.
Vengono suggeriti ad esempio:

  • le risorse da eliminare che bloccano la visualizzazione
  • il tempo di risposta del server da ridurre
  • il codice CSS inutilizzato
  • l’opportunità di pubblicare le immagini in formato più recente
  • la necessità di codificare le immagini in modo più efficace

A partire da queste osservazioni possiamo avere una panoramica abbastanza puntuale degli interventi che possiamo realizzare per aumentare la velocità del sito e sui vantaggi che possiamo ottenere.

Diagnostics

Il tool offre una stima dei miglioramenti che si possono ottenere in termini di performance delle pagine.
Indica l’efficienza di vari elementi come la cache, il playload, i javascript e altri ancora.

Tra i suggerimenti più importanti riportati ci sono:

  • Indicatori e misure User Timing: ti consiglia di dotare la tua app dell’API User Timing per misurare le prestazioni reali durante le esperienze utente chiave.
  • Utilizzare la funzione CSS font-display per assicurarti che il testo sia visibile agli utenti durante il caricamento dei caratteri web.
  • Evitare di utilizzare DOM di dimensioni eccessive che utilizzano troppa memoria e provocano calcoli di stile più lunghi
  • Ridurre il tempo di elaborazione di javascript, ad esempio per mezzo della pubblicazione di payload javascript di dimensioni inferiori
  • Allungare la durata della cache per le pagine soggette a visite abituali

Audit

Indica i risultati ottenuti dai lavori di ottimizzazione su Javascript, CSS e altri elementi.

Google sta rilasciando anche una nuova versione delle API alle quali si appoggia PageSpeed Insights. La versione 5 della API PSI fornirà il Chrome User Experience Report Data, in aggiunta alle informazioni restituite da Lighthouse. Nel corso dei prossimi sei mesi le precedenti versioni API di PageSpeed Insights verranno deprecate.

Hai già provato il nuovo PageSpeed Insights? Raccontami qua sotto le tue opinioni!

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Amo scrivere per il web! Amante (non ricambiato) della SEO, appassionato di libri, film e fumetti, credo che la scrittura possa essere un modo per rendere il web un luogo migliore. Su www.ilariogobbi.it trovi guide e approfondimenti su SEO e storytelling.

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