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Come funziona la nuova Search Console di Google? Molto meglio

Da qualche giorno Google ha deciso di dismettere la vecchia piattaforma Search Console, lo strumento principe per verificare e correggere le prestazioni del nostro sito su Google: il tutto al fine di passare ad una versione nuova di zecca, peraltro già disponibile da diversi mesi in beta e, oggi, non più opzionale: attualmente è obbligatorio utilizzarne una completamente ridisegnata.

Faremmo bene, pertanto, ad abituarci fin da subito a questa nuova idea, che per alcuni potrebbe risultare ostica ma che, passato un po’ di tempo, potrà facilmente aumentare la nostra produttività.

La nuova Search Console è uno strumento dalle potenzialità immense, In questo articolo cercheremo di dare uno sguardo d’insieme al suo aspetto, alle nuove funzionalità, a quelle ormai dismesse ed a quelle che, prevedibilmente, potranno essere aggiunte in futuro.

Interfaccia più semplice

Seguendo le linee guida di una UX per l’utente finale più efficiente, essenziale e veloce, Google ha notevolmente semplificato l’interfaccia grafica, rendendola molto più essenziale ed eliminando alcuni strumenti che effettivamente erano ostici o poco utili per il proprietario del sito.

Se questa sia una buona scelta o meno, solo il tempo saprà dirlo: di sicuro ci troviamo di fronte ad un cambiamento epocale per chi si occupa di SEO, paragonabile al momento in cui le ricerche che portano al sito sono state nascoste da Google Analytics per gli utenti connessi a Gmail (nominalmente per motivi di privacy, per quanto sia una cosa abbastanza “di facciata” a conti fatti).

Il nuovo aspetto della Search Console di Google è il seguente: menù sulla sinistra con le voci importanti bene in vista (Prestazioni, Controllo URL, Copertura, Sitemap, ecc.), parte centrale con filtri immediatamente visibili, font più grande, spaziatura ottimizzata tra gli elementi.

Il nuovo aspetto potrebbe in parte spiazzare, ma dopo un paio di volte ci si fa subito l’abitudine. In primo piano vediamo le prestazioni del nostro sito su Google, cioè i dati relativi agli ultimi 3 mesi di ricerche con indicazioni consuete: clic (numero di volte in cui i risultati vengono cliccati), impressioni (numero di visualizzazioni dei nostri risultati), CTR (tasso di click dei risultati), posizione media su Google.

Il periodo storico entro il quale è possibile vedere le prestazioni del nostro sito è stato fissato a 16 mesi, per cui possiamo vedere come si comportava il nostro sito fino a un anno e mezzo fa, a partire da oggi.

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Il nuovo design ha determinato anche la scomparsa, forse definitiva, di alcuni strumenti come quello per il check del file robots.txt, che deve essere checkato manualmente dal browser – mentre non sembra troppo chiaro, purtroppo, cosa “veda” effettivamente Google in tal senso.

Mi sembra prevedibile che nuove funzionalità saranno introdotte. reintrodotte in seguito, per cui è opportuno fare caso anche agli annunci ufficiali che verranno eventualmente forniti nei prossimi mesi.

Problemi di copertura notificati via email

Questa è una novità molto interessante, e destinata a cambiare il nostro modo di lavorare come SEO: diversamente da quanto avveniva in passato, la nuova Search Console notifica in modo esplicito eventuali problemi di copertura sull’indice, e non sono penalità e malware come avveniva in passato.

Viene notificato, ad esempio, se Google non riesce a leggere i contenuti di una pagina (ad esempio per via di un blocco errato nel file robots.txt), o se in genere ci siano varie classi di errore lato server di cui il crawler si è “accorto” (esempio: 404 per eventuali pagine mancanti, errori lato server 500, ecc.).

Rimane invariato il criterio di base nell’uso di questo strumento, che deve essere sempre accorto e mai acritico: non tutte le notifiche nuovo problema di copertura indice rilevato per il sito sono gravi come sembrano, ed è sempre preferibile accertarsi della natura dell’errore, delle sue conseguenze e del suo contesto prima di perdere troppo tempo a risolvere ad ogni costo qualsiasi problema.

Google giustamente non sa quali pagine siano importanti da indicizzare e quali invece noi, e tocca a noi accertarci che quelle essenziali funzionino bene (la home page, le pagine prodotti, quelle con call to action all’interno ecc.), ed è anche un tool abbastanza “severo” – in generale – nel valutare il funzionamento tecnico di un sito.

Per queste ragioni è sempre opportuno far valutare ogni situazione da un consulente esperto in materia.

Problemi su mobile notificati via email

Anche i problemi su dispositivi mobile, quindi rispetto all’indice dei siti per le ricerche da smartphone, verranno periodicamente notati e notificati sulla vostra casella di posta Gmail: questo è molto comodo e, in generale, deve essere risolto in modo prioritario.

Il sistema di notifica è fatto piuttosto bene, perché permette sia la diagnosi che la risoluzione del problema – che, anche qui, deve essere risolto prima sul sito e poi notificato a Google.

Tenete conto, anche qui, che non tutti i problemi sono effettivamente problematici, ed è comunque necessario fare una valutazione tecnica sulla base del vostro caso specifico.

In alcuni casi, anche il semplice file robots.txt impostato male può provocare problemi di visibilità al sito lato mobile, mostrando versioni differenti a Google da quelle viste dagli utenti (come avviene, ad esempio, nel caso in cui decidiamo di bloccare al crawler i file con estensione .js o .css, impostazione che mi capita di vedere su vari siti web e che trovo, in linea di massima, non troppo corretta).

È inoltre presente una sezione relativa ai problemi di usabilità lato mobile all’interno del sito, come elementi troppi vicino o difficili da cliccare, aree che superino la dimensione effettiva dello schermo e così via.

Validazione degli errori più semplice

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Un semplice copia-incolla dell’indirizzo nella barra di ricerca in alto, ed un successivo click (vedi immagine qui sopra) permetterà, con la nuova versione dello strumento, di checkare e correggere gli errori di qualsiasi pagina web, il più delle volte dopo aver risolto l’eventuale inghippo all’interno del proprio sito (via backend o FTP, a seconda dei casi).

Ricordiamoci che stiamo parlando di un tool di diagnosi, non di risoluzione del problema: grazie all’immediatezza della nuova interfaccia sarà davvero molto semplice effettuare l’operazione.

Le tempistiche di lavorazione sono piuttosto flessibili: una volta inviata la segnalazione, infatti, il tool mette in coda la richiesta e la valuta entro un paio di giorni (non nell’immediato), in modo da dare il tempo al webmaster di sistemare le cose “in corsa”.

Strumento di controllo URL

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La nuova Search Console ha molto insistito sulla correzione dei problemi tecnici dei nostri siti, e c’è da aspettarsi che questo possa influenzare parecchio la valutazione degli stessi.

La sezione Controllo URL permette pertanto, a parte di tirare fuori eventuali errori, di verificare se Google riesca a leggere una certa pagina senza problemi: non c’è dubbio che questa funzionalità sia in primo piano, e non più semi-nascosta come in passato.

In genere possiamo sottoporre a Google qualsiasi URL all’interno del sito che stiamo analizzando, e questo si tradurrà in un approccio molto più razionale al problema.

In molti non hanno mai utilizzato questo genere di strumenti, visto che prima erano semi nascosti e poco intuitivi, e sarebbe finalmente ora di cominciare a farlo. Da questa sezione è anche possibile, a parte verificare un URL, farlo indicizzare “a comando”.

Analisi dei backlink più esplicita

Prima di oggi il monitoraggio dei backlink era ostico: si potevano tracciare i link ma non a livello di anchor text (a meno di utilizzare strumenti come Majestic SEO o SEOZoom): non era possibile tracciare le àncore che linkano le varie pagine, questo probabilmente per scoraggiare l’uso dello strumento per fare black hat.

Un’ottima notizia della nuova piattaforma Search Console è proprio legata a questo aspetto, poiché i link sono tracciabili sia per sito che per anchor text linkante, fornendo così un vantaggio notevole a chiunque debba effettuare analisi o “aggiustare il tiro” dei propri siti.

Come affermato dalla guida ufficiale, inoltre, i dati sono più accurati del vecchio rapporto Link che rimandano al tuo sito, anche se in alcuni casi potrebbero essere mostrati valori al ribasso.

Resta il fatto che le informazioni qui disponibili potrebbero non essere in tempo reale, motivo per cui rimane preferibile utilizzare più strumenti di monitoraggio per avere un’immagine accurata del problema.

Per intenderci, nella nuova sezione Link vedremo:

  1. le pagine collegate principali, vale a dire i backlink esterni raggruppati per corrispondenze e gruppi di corrispondenze (il numero mostrato di lato, nella tabella).
  2. Pagine collegate principali,ovvero i link da pagine interne ad altre pagine interne (interlinking) che sono presenti nel sito.
  3. Siti con link principali, quindi la lista dei domini e dei link da ogni singolo dominio che puntano al sito. Esempio: sitoesterno.com, altrositoesterno.it, ….
  4. Testo con link principale, queste sono le anchor di cui si parlava prima, o almeno una buona parte di quelle effettivamente presenti.

Nonostante questa interessante “apertura”, rimane solida ed immutabile – e sarebbe stato strano il contrario – la politica adottata da Google: ogni proprietario può monitorare i link ai siti di cui è proprietario, e solo quelli.

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Ingegnere informatico, SEO-addicted, mi occupo di ottimizzazione sui motori di ricerca dal lato tecnico e contenutistico. Da qualche tempo vivo nella Capitale.

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