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I benefici SEO per le PMI: quali sono, e come ottenerli

Ben ritrovati sul blog di SEO Roma!

Nonostante le consuete, cicliche affermazioni sulla morte della search engine optimization e sulla convenienza a virare su alternative tecniche promozionali (il social media marketing in primis), è innegabile che una larga fetta di pubblico informatizzato si informa direttamente sui motori di ricerca su argomenti che di certo interessano qualsiasi azienda ovvero:

  • reputazione di un brand
  • capacità di un prodotto o servizio di rispondere a determinate esigenze
  • opinioni di altre persone su una determinata marca

Il settore della SEO, nei soli USA, d’altronde, si stima che assumerà un valore di 65 miliardi di dollari nel 2016 e che potenzialmente potrebbe non smettere mai di crescere.

Vale la pena farci un pensierino, no?

Perché le piccole imprese dovrebbero investire nella SEO?

Evitare di svolgere interventi di ottimizzazione SEO o addirittura di curare la propria presenza in rete ci appare niente meno che un vero e proprio suicidio commerciale.
Nessuno qui nega che strumenti come l’email marketing – che pure nella frettolosa vita quotidiana si dimostra un valido metodo per catturare l’attenzione di chi ha dimostrato interesse per un brand – o la gestione di profili social per raggiungere con contenuti pubblicitari fasce di pubblico ben targetizzate siano validi strumenti da prendere in considerazione.

Semplicemente, la SEO ha il merito di sostenere strategie di inbound marketing, dove sono gli utenti stessi a cercare informazioni su un bene o servizio e sono realisticamente convertibili in clienti paganti: le attività di search engine optimization si dimostrano pertanto interventi indicati nei casi in cui una azienda locale non abbia capitali sufficienti per sostenere una campagna pubblicitaria nel lungo periodo.

Grazie alla SEO è possibile aumentare la visibilità di portali in rete sui motori di ricerca – in particolare Google – sia con interventi on page (modificando la struttura e la qualità dei contenuti, l’impiego delle keyword, la struttura degli URL, la velocità di caricamento degli elementi) sia aumentando il numero di menzioni e collegamenti che nei portali altrui rimandano al nostro (in primis svolgendo attività volte a incrementare il numero di backlink, ancora oggi molto importanti).

Implementando un mosaico di interventi SEO ben studiati i proprietari di attività commerciali possono raggiungere il proprio pubblico di interesse attraverso contenuti congegnati per spingere a specifiche call to action.

L’altro lato della medaglia è che la SEO non è un’attività dai riscontri immediati, quanto un processo graduale dai risultati crescenti che, a differenza delle pratiche “scorciatoie” spesso truffaldine, è in grado di generare benefici duraturi nel tempo.

Quali benefici possono ottenere le PMI grazie alla SEO?

Portali roboanti, ricchi di effetti visivi affascinanti non sono una garanzia di ammaliamento dei potenziali clienti: l’usabilità, la facilità e velocità di navigazione sono le vere fonti di soddisfazione di un target sempre più infedele verso le marche ma riconoscente verso chi offre contenuti in grado di rispondere ai loro bisogni: un esperto SEO si occupa infatti di realizzare simili impostazioni che vadano oltre la forma e colgano il vero senso dei bisogni degli utenti.

I sette benefici che la SEO è in grado di apportare, a nostro dire, sono:

  • aumentare il traffico verso il proprio sito web
  • aiutare a farsi trovare più facilmente dai potenziali clienti
  • spingere i visitatori a iscriversi alla newsletter
  • attirare utenti su una landing page orientata a una specifica call to action (es. fornire il proprio indirizzo mail per scaricare una guida gratis)
  • generare un’aura di autorevolezza e affidabilità
  • differenziarsi dalla concorrenza mediante un’offerta di contenuti calibrata sulle esigenze del proprio target
  • rendere meno evidenti sulle serp eventuali risultati dalla connotazione negativa che danneggiano la reputazione dei brand, sostituendoli con altri più attuali e rilevanti per i motori di ricerca

Attraverso il posizionamento organico le aziende possono intercettare query informative alla base di determinate esigenze che possono tradursi successivamente in forniture di prodotti e servizi.
A differenza degli annunci pubblicitari, gli interventi di posizionamento organico non richiedono strettamente investimenti economici per essere messi in atto (se escludiamo la retribuzione delle persone coinvolte nella loro realizzazione); le aziende possono formare infatti delle risorse interne e destinarle a:

  • la creazione di contenuti unici, originali e di valore, in particolare in grado di soddisfare specifiche esigenze della propria nicchia non ancora riempite dai competitor preesistenti
  • caratterizzare i contenuti con un significato locale al fine di rendere i brand più facilmente rintracciabili per ricerche legate al territorio
  • ottimizzare i contenuti per le visualizzazioni mobile, esigenza ormai appurata e trasversale un po’ a tutte le fasce di pubblico

Detto ciò, andiamo a esaminare alcuni interventi di ottimizzazione SEO che le piccole medie imprese – attraverso una risorsa interna o avvalendosi di un consulente specializzato – possono mettere in atto.

1)Impostare i profili di attività locali

La SEO locale è una branca della disciplina rivolta a rendere un brand rintracciabile per specifiche query locali: può interessarti infatti comparire per vendita tende Milano anziché per vendita tende in quanto la seconda abbraccia un bacino di utenti troppo vasto che potrebbe non essere interessato a spostarsi fuori dal proprio territorio.

Gli interventi on page di ottimizzazione locale coinvolgono tutti gli aspetti della struttura di una pagina (intestazioni, URL, immagini, testo introduttivo, indirizzo, rich snippet, recensioni) che permettono agli spider dei motori di ricerca di cogliere senza ombra di dubbio la destinazione geografica dei contenuti.

Google My Business, Yelp, Tripadvisor sono soltanto alcuni degli strumenti che permettono di definire meglio il proprio range locale di attività per ridurre la concorrenza ai fattori veramente in grado di sottrarci fette di mercato (inutile finire tra i risultati delle ricerche di un servizio a Milano se serviamo soltanto il Lazio)

2) Comprendere meglio le esigenze del proprio target

Se intendi incaricare una persona di fiducia di realizzare testi e contenuti particolarmente appetibili per la tua audience, sarà fondamentale partire da un’analisi delle parole chiave frequentemente utilizzate per esprimere una fascia di esigenze ma non talmente competitive da costringersi a ingenti investimenti.

Tool gratuiti come SuggestMrx o AnswerThePublic ti permettono di avere una idea delle combinazioni di parole o delle richieste più frequentemente digitate associate a un determinato argomento: queste sono l’ossatura e le ispirazioni sulla base delle quali realizzare contenuti che già saprai andare a risolvere specifiche esigenze di una nicchia.

Grazie a strumenti come Quora e Yahoo Answers è possibile individuare argomenti da sviscerare, dubbi ricorrenti attorno a un determinato argomento, trarre spunti su nuovi contenuti da realizzare.

3) Creare contenuti in grado di attrarre i link

Hai bisogno di ottenere link e in gran fretta, cosa fai? Li compri? Inserisci il tuo sito nelle prime directory che trovi?
Acquistare link – oltre a esporti a sempre più probabili rischi di penalizzazioni, in particolare ora che dobbiamo fare i conti con il cosiddetto Penguin 4.0 – non ti porta visite di utenti interessati e non incide direttamente sulla tua capacità di produrre fatturato.

Le directory invece vanno evitate qualora dimostrino:

  • una eccessiva facilità nell’inserirvi link
  • una mancanza di controllo da parte dello staff preposto
  • la presenza di ingenti quantità di collegamenti nelle stesse pagine

Detto ciò, è possibile ancora oggi imbattersi in portali verticalizzati, di nicchia, da non catalogare a priori come spazzatura, ma questa attività ti richiede attenzione e capacità di discernimento.

Oltre a queste strategie, in ogni caso, conviene molto di più dedicarsi a quei contenuti per loro natura in grado di ricevere backlink con naturalezza: puoi investire in interviste, ebook, guest post, infografiche, tecniche relativamente economiche ma, che se applicate su portali noti, possono assicurarti consistenti menzioni e condivisioni.

Se vuoi trovare idee di portali ai quali richiedere di linkare il tuo sito puoi analizzare i tuoi concorrenti con strumenti come Majestic SEO o Open Site Explorer per esaminare il genere di collegamenti ricevuti: in questo modo puoi scoprire quali blog o siti di recensioni citano i tuoi competitor per chiedere loro da fare lo stesso con te.

Recensioni, casi di successo, dimostrazioni video dei prodotti sono alcuni esempi di materiali in grado di calamitare l’attenzione del tuo target; grazie a Google Analytics puoi verificare quali contenuti riescono a mantenere più tempo i tuoi lettori sul tuo portale e agire per incrementare questo genere di materiali.

Se vuoi distinguerti dalla massa di competitor e generare contenuti in grado di essere condivisi con facilità e di venire implementati rapidamente nel tuo sito, puoi dedicarti anche alla realizzazione di video relativamente professionali:si tratta chiaramente di una attività che richiede un certo impiego di tempo, ma la possibilità di caricare i tuoi contenuti su piattaforme come Youtube e Vimeo ti consente di posizionarti sui motori di ricerca anche per questi materiali multimediali.

 

Per concludere, una solida strategia SEO e di link earning per ampliare visibilità e notorietà è, a nostro dire, la strada per ottenere risultati duraturi nel medio e nel lungo termine.

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Amo scrivere per il web! Amante (non ricambiato) della SEO, appassionato di libri, film e fumetti, credo che la scrittura possa essere un modo per rendere il web un luogo migliore. Su www.ilariogobbi.it trovi guide e approfondimenti su SEO e storytelling.

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