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Gli snippet di Google e l’editoria: cosa è successo in Francia

Quando un colosso del mondo digitale come Google si ritrova a dover risarcire i suoi utenti è sempre una notizia che fa clamore e, recente protagonista di questo tipo di cronaca è l’Antitrust francese.

Non paga di aver multato Apple per concorrenza sleale, la nazione d’oltralpe non cede al fascino dei giganti hi-tech e condanna l’azienda di Mountain View a un salatissimo rimborso, costringendola a pagare le agenzie stampa e le case editrici per l’uso dei loro contenuti sul motore di ricerca.

Ma cosa è successo?

Vediamo la vicenda passo per passo.

Lo snippet della discordia

Galeotto fu lo snippet, termine che potrebbe suonare familiare ai conoscitori della SEO, ma che invece potrebbe risultare estraneo a un lettore poco esperto.

Lo snippet è il singolo risultato che appare nella SERP (pagina dei risultati di Google) in seguito a una ricerca ed è composto da:

  • Tag Title, ovvero il primo elemento partendo dall’alto di colore blu e cliccabile
  • L’URL, l’elemento in verde che indica l’indirizzo di quella precisa pagina
  • La meta-description, ovvero l’elemento più corposo in nero che riassume il contenuto di quella pagina

Nella SEO è buona pratica rendere quanto più ottimizzato lo snippet di modo che facili il compito all’utente che riuscirà a trovare ciò che cerca a una prima rapida occhiata.

Se vuoi approfondire il discorso, ecco un articolo sull’ottimizzazione delle meta-description: https://www.seoroma.com/faq-seo/come-ottimizzare-le-meta-description-del-tuo-sito.php

Ed è proprio qui che, secondo l’Antitrust francese, sta il problema: dando già parecchie informazioni sul contenuto, gli snippet di Google sarebbero i colpevoli del drastico calo di accessi ai siti web di giornali e magazine, portando a un successivo calo degli introiti e dei profitti.

L’Autorité de la concurrence ha dichiarato che: “Le pratiche di Google hanno causato un grave danno al settore della stampa in un momento in cui la situazione economica degli editori e delle agenzie di stampa è già molto fragile”.

Con questa sentenza, infatti, Google viene obbligata a negoziare il pagamento di un compenso agli editori per poter condividere i loro contenuti online.

Insomma, una faccenda che potrebbe causare a Google parecchi danni anche in altri paesi, ma che sembra essere stata presa con discreta filosofia: l’azienda ha dato pieno supporto agli editori francesi, garantendo loro strumenti e mezzi adatti per fronteggiare il problema.

Da leggere:   Google rimuove ufficialmente il supporto agli attributi di paginazione rel="prev, next"

dovrà negoziare il pagamento di un compenso agli editori per poter condividere i loro contenuti online

Controversie precedenti

Come ogni grande scontro tra titani, la guerra degli editori nei confronti degli snippet di Google va avanti da tempo e non è detto che questa sia la battuta finale.

Le controversie sono iniziate successivamente all’approvazione della riforma del diritto d’autore introdotta dall’Unione Europa; con questa normativa, la stampa e gli editori possono chiedere denaro a piattaforme di news come Google e Facebook per la pubblicazione dei loro contenuti.

L’azienda americana non aveva preso troppo bene la notizia, tanto da annunciare che avrebbe continuato a pubblicare sul proprio motore di ricerca gli articoli di tutti gli editori che avrebbero acconsentito al loro uso gratuito.

Tradotto in termini semplici, questo significava due cose:

  • Gli editori contrari avrebbero perso un ingente traffico di utenti provenienti dalla ricerca di news sul motore di ricerca
  • Non avere troppe alternative a disposizione, se non portare Google in tribunale

Richard Gingras, il vicepresidente di Google News, aveva liquidato così la faccenda:

“La società vede annunci, non risultati di ricerca e ogni annuncio su Google è chiaramente contrassegnato. Ecco perché non paghiamo gli editori quando le persone fanno clic sui loro collegamenti in un risultato della ricerca”.

Ma, inutile dirlo, questo sforzo logico non venne apprezzato troppo dagli editori francesi che a novembre hanno presentato un reclamo all’autorità per la concorrenza per “abuso di posizione dominante”.

Reclamo accettato, negoziati intrapresi, ma sarà davvero finita?

Solo il tempo ce lo dirà. Intanto, il consiglio da portare a casa da tutta questa faccenda è solo uno: se volete togliere traffico ai vostri competitor, uno snippet ben ottimizzato è un’arma micidiale.

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