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John Mueller di Google parla della migliore struttura per i link interni

Durante un recente hangout per webmaster, John Mueller ha risposto ad una domanda specifica sull’organizzazione delle pagine di un sito. Il portale in questione, nello specifico, era organizzato in maniera abbastanza atipica: non possedeve nè cartelle/sottocartelle nei suoi URL, nè tantomeno categorie. Mueller ha sottolineato, a riguardo, come una struttura logicamente ben organizzata del sito possa, alla lunga, aiutare Google a valorizzarne i contenuti in SERP, e ad indicizzarli in modo più significativo: ad esempio, ricalcando la struttura delle directory e delle categorie utilizzate all’interno dei risultati stessi.

Di fatto, da un punto di vista tecnico esistono due approcci possibili all’organizzazione interna dei contenuti del sito:

  1. organizzare il sito web in modo logicamente coerente, facendo in modo che i nomi delle directory (cioè ad esempio degli URL delle categorie, tag e simili) corrispondano con le parole chiave che si intende valorizzare su Google; a volte questa tecnica, specie se molto esasperata, è nota come SEO siloing. Ad esempio potremmo avere: miosito.it/sezioneA, miosito.it/sezioneB, miosito.it/sezioneA/articolo1,
  2. l’alternativa è quella di organizzare il tutto in termini di root, cioè a partire dalla home page, e senza sfruttare categorie negli URL, ma indicizzando direttamente le pagine con la parola chiave nell’URL. Quindi ad esempio miosito.it/pagina1,miosito.it/pagina2,

Se è vero che il primo approccio è preferibile per i siti con molte pagine, il secondo è ideale per quelli che ne abbiano poche. In genere, pero’, non esiste una strategia che a priori possa andare bene per qualsiasi sito, purtroppo. Se avete un sito di poche pagine, comunque, non è consigliabile organizzarlo in termini 1, perchè saranno generate molte più pagine del necessario; allo stesso modo, sarebbe poco pratico organizzare un giornale online con migliaia di articoli sulla struttura 2.

È chiaro, infatti, che c’è anche di mezzo un discorso di risorse da economizzare: la quota di pagine indicizzabili da Google per ogni sito (il cosiddetto crawl budget, che su Bing Webmaster Tools è stato recentemente esteso, come abbiamo visto ieri) tende ad essere limitato, per cui non è vero che – in generale – più pagine si indicizzano, meglio è. È importante, piuttosto, indicizzare bene le pagine che realmente contano, e soprattutto riuscire a fornire loro un contesto (link in ingresso alle pagine, ad esempio) che mediante altri strumenti quali la sitemap XML non sarebbe possibile far capire a Google. Quest’ultima cosa, peraltro, è stata anche confermata da Mueller durante la chiacchierata con vari webmaster dell’altro giorno, ed ha sottolineato come la struttura navigazionale del sito sia, a tutti gli effetti, un fattore SEO di particolare importanza: questo sia per far arrivare visite al sito che, alla lunga, per fare in modo che ci possano arrivare solo visitatori interessati.

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Quale approccio scegliere, quindi? La cosa davvero interessante è che Mueller parla di normal navigation come modello ideale per una buona strutturazione del menù: come a dire, non fate ragionamenti troppo incentrati sulla SEO o fini a se stessi, ma pensate sempre a come l’utente arriverà nel sito, e cosa si aspetterà di trovare all’interno del menù. La strutturazione del menù dovrà seguire naturalmente la logica interna del sito stesso, ad esempio per settore merceologico, per categoria, ecc. e solo successivamente sarà possibile fare ulteriori ottimizzazioni. Stesso discorso per i link interni: ogni pagina del sito dovrebbe essere linkata internamente da almeno un’altra, ma questo deve essere fatto senza forzature nè esagerazioni.

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Ingegnere informatico, SEO-addicted, mi occupo di ottimizzazione sui motori di ricerca soprattutto lato tecnico. Da qualche tempo vivo nella Capitale.

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