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Il ruolo della UX nel posizionamento: parola a John Mueller

Sui fattori di posizionamento più importanti per un sito si discute da molti anni: ne conosciamo molti che riescono ad influenzarlo in modo abbastanza chiaro come, ad esempio, i backlink da domini autorevoli e la manipolazione dei title degli articoli. Ce ne sono molti altri, tuttavia, che sembrano influenzare il sito in modo indiretto ma altrettanto importante: ad esempio la percentuale di rimbalzo, cioè – approssimando un po’ – il tasso di permanenza istantaneo del visitatore sul sito. I fattori che influenzano la SEO in modo indiretto sono anche relativi alla UX (User eXperience), un aspetto che viene spesso colpevolmente trascurato su troppi siti web e che, invece, tende ad essere fondamentale.

Se è vero che la definizione formale di UX (esperienza d’uso) può sembrare vaga – rappresenta ciò che una persona prova quando utilizza un sito web in termini soggettivi, anche relativamente alla qualità percepita dal sito stesso – ma è fondamentale per un buon posizionamento: secondo un recente hangout del buon Mueller di Google, infatti, una buona UX sarebbe in grado di aumentare il traffico sul sito in modo naturale, e questa ipotesi trova conferma diretta nelle sue parole. Ma partiamo dall’inizio: secondo quanto trapelato sul documento ufficiale (di inizio anno) UX Playbook (disponibile qui in free download, ad oggi) sono quattro gli aspetti fondamentali per posizionare al meglio un sito, e sono volti a creare un’esperienza finale dell’utente che sia frictioness, ovvero più possibile fluida, attraverso la valutazione di 4 elementi:

  1. HomePage & Navigation: si sottolinea l’importanza di una call to action nella zona above the fold, ovvero vedere il bottone di acquisto senza dover scorrere interamente la pagina – cosa di cui parliamo molto anche durante i nostri corsi di formazione;
  2. Build & price: qui si richiedono immagini chiare e veloci per i prodotti, prezzi trasparenti;
  3. Form optimization & Drive to dealership: si insiste su aspetti chiave dell’usabilità di base, quali form con pochi campi, validazione in tempo reale, abilitazione dei comandi da tastiera (tasto Tab ecc.) e se possibile auto-fill per facilitare la compilazione;
  4. Speed: qui il concetto è semplice e generale, il sito deve funzionare velocemente e non dovrebbe avere tempi morti di caricamento.

John Mueller ha comunque specificato chiaramente che quelle linee guida riguardavano solo il team addetto agli annunci a pagamento (Google Ads), non quello della ricerca organica; secondo quello che ha poi affermato, l’influenza come fattore di ranking potrebbe sussistere comunque, a determinate condizioni. Di sicuro, pertanto, un sito ben progettato lato UX potrà contribuire a creare un’esperienza utente che finirà, alla lunga, per far preferire il nostro sito rispetto a quello della concorrenza.

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Ingegnere informatico, SEO-addicted, mi occupo di ottimizzazione sui motori di ricerca dal lato tecnico e contenutistico. Da qualche tempo vivo nella Capitale.

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