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Facebook e l’erronea classificazione degli interessi degli utenti

Secondo uno studio recente, il 27% degli utenti statunitensi presenti su Facebook (e che vivono effettivamente negli States) afferma che la classificazione dei loro interessi perfezionata dalla piattaforma è abbastanza imprecisa.

Inoltre, e forse questa è la vera notizia, il 74% degli utenti non aveva idea che Facebook tenesse traccia dei loro interessi ed attività svolte sul social. Del resto, una volta scoperta questa pratica è solo poco più della metà degli utenti (ovvero il 51%) a dichiarare di sentirsi a proprio agio con questa policy che prevede la registrazione di questi dati e informazioni.

Queste statistiche sono basate su uno studio del Pew Research Center, che ha chiesto a un campione rappresentativo di utenti di valutare e analizzare i dati che erano stati raccolti su di loro.

Il sondaggio degli utenti Facebook è stato condotto tra settembre e ottobre 2018.

Il colosso di Zuckerberg non ha mai nascosto il fatto che il suo algoritmo classifichi gli utenti in base ai loro interessi, tanto che esistono vari modi per scoprire perché si vede una specifica inserzione pubblicitaria (come schiacciare su “Perché vedo questa inserzione” o “Prefereze annunci”), ma, di sicuro, non si sforza troppo per comunicare questa possibilità agli utenti.

Questo è il motivo per cui quasi tre quarti degli utenti intervistati non sapevano dell’esistenza di questi elenchi di interessi e caratteristiche personali e personalizzate; quando si sono ritrovati sull’opzione “preferenze annunci”, infatti, l’88% degli utenti ha riscontrato che il sito aveva generato materiale su di loro, ma solo il 59% degli utenti ha dichiarato che le categorie di Facebook riflettono i loro interessi reali.

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Cosa significa questo per i marketer?

I risultati di questo studio sono particolarmente rilevanti per i marketer di Facebook che targettizano i loro annunci pubblicitari in base agli interessi del loro pubblico.

Sulla base di queste statistiche, è ragionevole aspettarsi che almeno una percentuale di annunci venga mostrata agli utenti “sbagliati”.

Questo vorrebbe dire che esiste una discreta possibilità che gli annunci pubblicitari realizzati possano essere mostrati agli utenti che non sono realmente interessati al prodotto pubblicizzato, anche se Facebook crede che loro lo siano.

Tuttavia, il 59% delle persone afferma che le categorizzazioni di Facebook sono accurate, quindi è ragionevole aspettarsi che la maggior parte degli annunci venga mostrata agli utenti davvero in target.

Come conclude Pew Research Center, ci sono molte congetture nel determinare gli interessi degli utenti:

“In genere, il funzionamento preciso degli algoritmi proprietari che eseguono queste analisi sono inconoscibili al di fuori delle aziende che li utilizzano. Allo stesso tempo, è chiaro che il processo di valutazione algoritmica degli utenti e dei loro interessi implica un sacco di congetture sul significato delle attività di un utente e su come tali attività si sommano a elementi dell’identità di un utente. “

Non sapremo mai la verità, ma nel dubbio possiamo solo impegnarci per creare buone strategie di marketing che colpiscano il nostro target da più asset sul web.

 

Per maggiori informazioni, puoi leggere lo studio completo (in inglese) qui.

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