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Aggiornamento per gli URL canonici in arrivo sulla Search Console

Interessanti novità sono state pianificate nell’ambito della Search Console di Google: il 10 aprile 2019, infatti, avverrà la pubblicazione di nuove caratteristiche per l’interfaccia ed il funzionamento del tool, attraversando una fase di transizione, che è già iniziata da qualche mese su tutti gli account. Il rilascio avverrà, come già avvenuto per la nuova interfaccia di Search Console, cercando di far capire all’utente le differenze tra vecchia e nuova versione del software, e permettendo così ai webmaster di abituarsi gradualmente alle modifiche.

Come cambia la gestione degli URL canonici

Nello specifico, secondo quanto riportato dal blog ufficiale di Google, le modifiche riguarderanno la gestione degli URL canonici, e questo a vari livelli:

  • saranno più espliciti gli spostamenti di traffico dai motori da qualsiasi URL non canonico (cioè potenzialmente duplicato) a quello canonico;
  • questo potrebbe comportare, prevedibilmente, un apparente incremento delle visite sulla versione unificata dell’URL canonicalizzato (in realtà le visite sono rimaste le stesse: sono solo “viste” in modo più compatto);
  • sarà, infine, possibile filtrare il traffico delle proprietà per dispositivo, per paese, per uso di AMP (Accelerated Mobile Pages) e così via.

Non si tratta quindi di cambiare le modalità di uso degli URL canonici, bensì semplicemente di sapere che Google li vedrà in modo diverso.

Esempio

Tanto per fare un esempio concreto, questa modifica comporterà che venga unificata la versione standard:

sito.com

con quella, ad esempio, mobile:

m.sito.com

ammesso ovviamente che gli URL canonici siano stati impostati in modo corretto (a monte). A livello pratico, poi, se esportate della reportistica per le vostre analisi, potreste aver bisogno di aggiornare la logica di generazione, sfruttando lo strumento di analisi dei singoli URL (che è una delle cose meno chiare, probabilmente, della nuova interfaccia, e che potete utilizzare semplicemente copiando ed incollando l’URL critico nella casella di testo anonima in alto nell’interfaccia rinnovata). Ovviamente, poi, se fate uso di API in cloud per la Search Console, potrebbe essere opportuno apportare delle modifiche anche lì, e – per sicurezza – scaricare i vecchi report in backup locale finchè saranno ancora disponibili.

Da leggere:   Suggerimenti per fare SEO su Google News

Tutto il traffico su una versione della pagina, pertanto, sarà mostrato in modo aggregato a prescindere dall’URL effettivo, e dando così maggiore importanza all’uso dell’attributo HTML rel=canonical per una pagina web.

Cos’è un URL canonico

L’URL canonico si imposta in questo modo all’interno della sezione <head> delle pagine web (che non è l’unico modo, per la cronaca, ma è sicuramente uno dei più diffusi):

<link rel="canonical" href="https://sito.com/pagina.html" />

e serve ad una cosa molto importante: far capire a Google quale sia la versione ufficiale della tua pagina web, ed evitare che eventuali variazioni siano viste come duplicati. Il caso tipico è quello di multiple versioni dello stesso URL che potrebbero, alla lunga, essere viste come pagine differenti quando in realtà non lo sono, ad esempio:

http://m.sito.com/pagina.html

https://m.sito.com/pagina.html/

http://www.sito.com/pagina.html

https://sito.com/pagina.html

in cui, ad esempio, la versione di URL canonico potrebbe essere l’ultima, sito.com/pagina.html. I problemi di URL canonico, in genere, possono coinvolgere sia la configurazione del DNS (quindi domini con o senza www. prefisso), quella di HTTPS (pagine in HTTP che creino problemi di mixed content o contenuti misti in SSL e senza) e quella del server (solitamente in termini di file htaccess). Diversamente, è possibile unificare le versioni degli URL sfruttando degli opportuni redirect, ma questa opzione potrebbe in alcuni casi essere troppo onerosa per il server o inapplicabile per altri motivi.

Ragion per cui, in termini generali, l’URL canonico corretto dovrà essere utilizzato in modo massivo dalla maggioranza dei siti web, specie quelli suddivisi per sezioni verticali che sono spesso i più soggetti a problemi di duplicazione dei contenuti.

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Ingegnere informatico, SEO-addicted, mi occupo di ottimizzazione sui motori di ricerca soprattutto lato tecnico. Da qualche tempo vivo nella Capitale.

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