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9 link che possono farti penalizzare da Google + 1 consiglio utile per rimediare

Ogni professionista SEO degno di nota sa bene che i link (insieme ai contenuti) sono i pilastri del posizionamento sui motori di ricerca.

I collegamenti ipertestuali, infatti, continuano (e continueranno per molto tempo) a rimanere un fattore di posizionamento significativo.

I link possono fare il buono e il cattivo tempo quando si tratta del tuo sito: il link giusto, infatti, può dare una spinta clamorosa al tuo progetto online, ma un link di cattiva qualità potrebbe fare danni irreparabili.

Ma cosa succede quando ottieni link “cattivi”?

Banalmente, il tuo sito potrebbe essere sottoposto a un downgrade algoritmico da parte di Google o, peggio, potrebbe ottenere una segnalazione per un’azione manuale.

Mentre il team Google sostiene di essere migliorato moltissimo nell’ignorare i link non validi, ci sono ancora notevoli problemi quando si tratta di neutralizzare quelli di qualità bassa.

Questa guida ti indicherà i 10 diversi tipi di link da cui tenersi alla larga e cosa fare per limitare i danni che potrebbero causarti.

1. Link di comunicati stampa

I link per i comunicati stampa erano popolari circa 10 anni fa e si tratta di collegamenti molto facili da ottenere.

Tutto quello che bisogna fare, infatti, era scrivere un comunicato stampa e distribuirlo a centinaia di siti di agenzie: il risultato erano un sacco di link che puntavano verso il tuo sito.

Come ogni tattica SEO che ha funzionato bene, è stata ampiamente sfruttata.

Ora, dopo il grande abuso fatto di questa pratica, Google ritiene che i comunicati stampa colleghino automaticamente uno schema di link proprio perché questi sono particolarmente facili da manipolare.

In particolare, è consigliabile evitare qualsiasi link per comunicati stampa che si basano su un testo di ancoraggio troppo ottimizzato per la parola chiave principale.

Se devi assolutamente avere un link del genere nel tuo sito web, il consiglio è quello di utilizzare URL “nudi” (i.e. ansa.it), URL con testi di ancoraggio brandizzati oppure utilizza un solo link dall’area di contatto del comunicato stampa.

2. Link da forum

Per essere chiari: non tutti i link alle discussioni sui forum sono nocivi.

Se un link proviene da un sito di buona qualità, è un post di un utente abituale e il collegamento stesso non è manipolativo o spam è possibile che si possa conservare e non eliminare in toto.

Tuttavia, se hai migliaia di link provenienti da forum di discussione stranieri e sono tutti link di spam, il consiglio è quello di liberartene quanto prima.

Qualsiasi link che sembra spam non ti farà alcun favore agli occhi di Google.

3. Collegamenti da guestbook stranieri

Collegamenti come questi sono percepiti come manipolatori da Google perché possono essere inseriti manualmente o con l’aiuto di un programma automatico.

Link come questi in grossa scala possono davvero causare un drastico calo di posizionamento.

Nel dubbio, meglio fare un bel disavow.

4. Molti collegamenti Nofollow casuali

Pensi di poter ingannare Google randomizzando il tuo footprint in modo tale che i link spam non venga individuato?

Ritenta, sarai più fortunato.

Se non stai utilizzando un programma automatico, Google troverà il tuo footprint.

Da leggere:   Favicon e altre novità da mobile

Gli esseri umani sono creature abitudinarie per natura e quindi è molto difficile riuscire a creare footprint casuali che pensi che Google non rilevi.

Se stai utilizzando un programma automatizzato, è sempre più probabile che Google trovi traccia del software perché il nofollowing del link è una vera e propria impronta.

Migliaia di link da molti siti diversi che sono tutti nofollow altro non sono che un indicatore di spam.

5. Private Blog Network (PBN)

Le PBN erano un ottimo modo per creare collegamenti per ottenere posizionamento: potevi randomizzare la tua impronta e tutto sarebbe andato bene e avresti potuto continuare a vedere guadagni significativi.

Ora non più.

Oggi le PBN su scala abbastanza grande possono affollare il tuo sito e fargli perdere traffico organico.

Google è in grado di rilevare e punire la maggior parte delle PBN.

Alcune PBN potrebbero impiegare più tempo per essere individuate rispetto ad altre, ma alla fine Google ci riuscirà.

6. Collegamenti di segnalibro sociale non seguiti (e seguiti)

Anche i link social e di bookmarking sono considerati pericolosi da Google: questa pratica, se ne abusi, potrebbe davvero metterti nei guai.

Pensaci: sono tutti URL inseriti manualmente e sono spammosi da morire.

Non c’è da meravigliarsi che Google consideri questi un vero e proprio schema di link.

7. Invio di directory (o un servizio di invio di directory)

I servizi di invio di directory amano dirvi che otterrete una grande spinta e guadagni incommensurabili dai loro link.

“Ti aiuteremo ad aumentare il tuo ranking di Google!!”, ti diranno.

Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità dei fatti.

Fare affidamento a una directory di bassa qualità probabilmente farà più male che bene al tuo posizionamento.

Come con molte cose SEO, c’è un’eccezione.

È OK utilizzare directory pertinenti e mirate per la creazione di link naturali, specialmente nel SEO locale.

8. Commenti sul blog

Storicamente, i commenti dei blog sono stati una delle tattiche più abusate nel mondo SEO.

Lo spam dei commenti è un’antica tattica di acquisizione di collegamenti che oggi, nel 2019, va assolutamente evitata perché, semplicemente, non funziona.

In effetti, puoi ringraziare proprio i commenti dei blog per l’introduzione di link nofollow.

L’obiettivo era impedire agli spammer di ottenere benefici SEO dall’abusare della sezione commenti.

Ma c’è un modo giusto per affrontare la questione ed è lasciare commenti rilevanti per attualità su siti di attualità.

9. Collegamenti creati da programmi di creazione automatica di link

Hai mai sentito parlare di strumenti come GSA Search Engine Ranker, Scrape Box o XRumer?

Sicuramente questi strumenti sono utili per creare molti link, ma hanno perso di efficacia negli ultimi anni.

Google, comunque stana anche questi schemi e vi farà rimpiangere di aver speso tempo e soldi in una pratica come questa.

Sei sicuro che il tuo problema siano i link?

Finora abbiamo parlato di collegamenti ipertestuali che possono essere dannosi per il tuo sito, ma sei sicuro che siano proprio loro la causa dei tuoi recenti problemi con Google?

Per scoprirlo, è necessario eseguire più audit che valuteranno lo stato del tuo sito.

È da qui che devi ripartire.

Fai una verifica tecnica SEO per scoprire eventuali problemi di scansione, problemi tecnici o problemi simili che hanno un impatto sul sito.

Prova a fare una verifica del contenuto per determinare lo stato del sito.

Fai un check dell’attuale profilo di link generale del sito.

Solo da qui sarai in grado di individuare il problema alla fonte e risolverlo.

Buona fortuna!

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