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Come fare SEO fai da te

Vorresti fare SEO sul tuo sito senza ricorrere all’aiuto di un consulente? È un pensiero che hanno avuto un po’ tutti, in effetti: il tempo di consulenza ha un costo, ed in molti casi le persone non intendono investire in esso. In generale, pero’, non tutto si può fare da soli, in ambito SEO – anche perchè dipende dal tipo di sito e dalla difficoltà delle attività che dovrai svolgere.

Come ottimizzare il tuo sito sui motori

Parti dal presupposto che non tutti i siti sono uguali, e quello che ha funzionato per un tuo concorrente potrebbe non funzionare per te. In genere si possono dare dei suggerimenti del tutto generici, ma poi starà a te attivarli nel modo corretto, e soprattutto con le giuste tempistiche. Per fare SEO “fai da te” devi, in genere, fare tre cose fondamentali:

  • individuare delle parole chiave realistiche da ottimizzare;
  • pianificare una serie di modifiche all’interno del sito (attività di SEO on-page) e dall’esterno (PR, link building, SEO off-page)
  • decidere quanto tempo (ed eventualmente denaro) investire nelle attività di monitoraggio e manutenzione dei risultati.

Se non parti da questo, la tua strategia risulterà vana e poco produttiva, ed avrai semplicemente perso tempo per nulla. Per evitare questo errore molto comune tra i meno esperti, devi stabilire una strategia ottimale di posizionamento. Per riuscire a definire una buona strategia SEO avrai bisogno di individuare, quindi, anzitutto le parole chiave da ottimizzare: per farlo, preferisci sempre le parole chiave composte da più parole, quelle più specifiche insomma, e poi concentrati a creare delle pagine che “rispondano” a quelle esigenze. Stai molto attento a non sbagliare questa fase, perchè potresti ottimizzare per parole chiave del tutto inutili – inutili nel senso che non ti porteranno alcun risultato tangibile sul bilancio della tua azienda. Il segreto è quello di individuare cosa cercano gli utenti intenzionati a spendere o, se preferisci, le parole chiave con un alto commercial intent – che andranno affiancate a quelle della coda lunga, più generiche, e comunque correlate a ciò che la tua azienda fa nel concreto. Ad esempio, se ottimizzi la parola chiave “consulenze legali economiche“, pensa a ciò che si aspettano di trovare coloro i quali fanno quel tipo di ricerca, e cerca di venirgli incontro – offrendo le tue conoscenze in modo adeguato.

Ricordati che siamo nel web e dovrai quindi, per forza di cose, fronteggiare un gran numero di competitor: il trucco per posizionarsi bene è anche quello di dare una marcia in più, dare offerte speciali imperdibili, informare in modo corretto ed offrire contenuti inediti e punti di vista sorprendenti su un argomento (se si tratta di un blog da ottimizzare).

Come ottimizzare un sito: strategie on-page

Per ottimizzare un sito on-page, dovrai controllare – come prima cosa – con attenzione i testi del tuo sito: sono coerenti? Sono veritieri o utili? Sei davvero sicuro che diano qualcosa in più rispetto a cose già presenti nel web? Revisiona sempre i tuoi testi, periodicamente, in modo da aumentare l’interesse nel tuo sito e le visite dai motori di ricerca. Ricordati, poi, di inserire sempre almeno una o massimo due parole chiave che siano pertinenti con la ricerca, in modo che Google possa rilevare la corrispondenza tra ricerca e testo da te pubblicato nel sito web. Altro aspetto fondamentale sono le anchor text del testo: all’interno del sito, almeno in parte, dovrebbero corrispondere con le ricerche più popolari (questo aiuterà Google a determinare la pertinenza delle pagine destinazione a cui i link puntano), ma dovranno anche contribuire a rendere il sito fruibile e comprensibile (quindi, in breve, non esagerare con le sovra-ottimizzazioni).

Come ottimizzare un sito: strategie off-page

Per ottimizzare un sito off-page, devi saper fare un po’ di Public Relations (PR): contatta giornalisti e blogger perchè parlino del tuo sito, proponi guest post e partecipa ai forum. Nel farlo, ricordati che è fondamentale far linkare il tuo sito dall’esterno, ma fallo sempre con grande accortezza e non dare l’idea di essere “morto di link”, cioè che daresti qualsiasi cosa per averne uno. Il web funziona come piattaforma di contenuti in cui ognuno cerca di dare il meglio, per cui proporre buoni contenuti è sempre alla base di tutto.

Misurare i risultati

Questa è una fase molto delicata che, anche qui, viene spesso sbagliata dai principianti: gli strumenti di misura delle prestazioni sono numerosi, e vanno scelti con grande cura. In linea di massima ci sono due tipi di tool che puoi utilizzare:

  1. gli strumenti di Google (tutti gratuiti) come la Search Console (utile per vedere le prestazioni del tuo sito sui motori, il numero di click, le query ottimizzate e da migliorare, ecc.) e Google Analytics (utile per monitorare quante visite ti arrivano); ci sono anche ulteriori strumenti ancora più specialistici, se ti servono, come Google Insights per misurare la velocità di caricamento delle pagine: a Google piacciono i siti che caricano velocemente, in genere, e potrebbero essere favoriti nel tempo in termini di ranking.
  2. gli strumenti SEO di monitoraggio, tutti in prova gratuita limitata e a pagamento se li usi nel tempo, come ad esempio SEOZoom (la suite SEO italiana tra le più complete) e Majestic SEO (un tool molto interessante per monitorare come vanno le cose e ricevere spunti interessanti di SEO offline, soprattutto).

La misurazione dei risultati deve essere rapportata con gli obiettivi della strategia: se misuri solo il posizionamento va benissimo, ma non dimenticare di tracciare anche le conversioni, ad esempio. Se ti posizioni e basta senza avere contezza del rientro concreto che ne ricevi, in sostanza, la tua strategia potrebbe misurare semplici vanity metrics poco utili per il tuo business. In questo una buona consulenza può darti una grossa mano a capire il problema, inquadrarlo nel modo migliore ed affrontarlo con professionità e competenza.

Durata della consulenza

I risultati buoni difficilmente si ottengono dall’oggi al domani. Per quello che riguarda i tempi, nella nostra esperienza, le attività SEO vanno – di solito, non c’è una regola fissa – da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 5 anni. Oltre questi limiti, di solito, bisogna ridefinire tutto – o parlare di SEO rischia di non avere molto senso.

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Ingegnere informatico, SEO-addicted, mi occupo di ottimizzazione sui motori di ricerca dal lato tecnico e contenutistico. Da qualche tempo vivo nella Capitale.

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